Milan 3
Inter 1
Milan (4-2-3-1) : Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic, Diawara (37' st Bartesaghi); Musah (37' st Jashari), Modric; Moreira (44' st F. Terracciano), Rabiot, Pulisic (37' st Cisse); Ramos (44' st Hutchin- son). In panchina Bouyer, Torriani, Estupinan, Comotto, Vladimirov, Ossola, Perera, Menon, Vos, Camarda. All. Amorim.
Inter (3-4-2-1) : Martinez; Bisseck (37' st Bonny), Akanji, Bastoni (37' st Dimarco); Spence, Barella (37' st Esposito), Calhanoglu (27' st Zielinski), Carlos Augusto; Diouf (27' st Mkhitaryan), Susic; Thuram. In panchina Di Gennaro, Taho, Stankovic, Bovio, Mosconi, Jakirovic, Lavelli. All. Chivu.
Arbitro : Guida di Torre Ann.
Reti : nel pt 4' Pulisic, 10' Rabiot, 22' Bastoni, 43' Moreira.
Milano. Il derby della notte delle streghe va al Diavolo. La risposta più rumorosa a chi lo aveva già messo in discussione, con i fischi dopo il ko con il Bologna. Il 3-1 si trasforma nel risultato perfetto per restituire entusiasmo ad Amorim, confermato a gran voce dal patron Cardinale («è il mio coach, sono contento della scelta») che spoilera con una sciarada anche l'arrivo imminente di Markus Krösche come nuovo Head Of Football: un successo costruito con una serata di personalità, intensità e concretezza. E il giusto cinismo: Pulisic, Rabiot e Moreira segnano nelle prime tre conclusioni nello specchio. Una spia preoccupante invece per l'Inter, sotto 0-2 per la quinta volta stagionale, che non riesce a trovare tranquillità tra i pali: con Provedel out per un attacco influenzale, Martinez non dà mai la sensazione di essere realmente affidabile. Non riesce a fare le parate che mutano il corso di una gara: lo scavetto di Rabiot (10') e la pennellata di Moreira (43') sono virtuosismi balistici su cui Martinez, per una cattiva posizione o poca reattività, non mette una pezza. Quello che invece riesce a far Maignan: il capitano rossonero non può fare nulla sul colpo di testa di Bastoni (22') e riscatta l'espulsione di Bournemouth con un autentico miracolo su Spence (34'), negandogli il 2-2 con un riflesso prodigioso dopo un tiro ravvicinato a botta sicura, per di più sporcato da Diawara.
La chiave tattica
Ridurre la sconfitta alla differenza tra i due portieri sarebbe però ingeneroso. Anche se l'Inter tira in porta il doppio delle volte (8-4). Il Milan già dopo 4', con il sigillo di Pulisic, mette in chiaro le cose: sarà una gara seria, di coesione, di sacrificio. Le scelte di Chivu (Diouf sottopunta con Susic a fare spola tra centrocampo e attacco) danno maggiore coraggio alla squadra di Amorim, arrivata al derby con molto più da perdere, frutto della paura di poter scivolare a -10. Ora, invece, si trova a -4 e la Lazio ha l'occasione di salire in vetta solitaria. Musah domina il confronto con Barella, lezioso e responsabile di regalare la punizione del 3-1. Non convincono nemmeno i cambi del tecnico campione d'Italia (Esposito e Bonny solo a pochi minuti dalla fine), in un arrembaggio tardivo. Per Chivu è la terza sconfitta su tre da quando è allenatore dell'Inter. Il Milan vince e rinasce, sorride Kakà (in lacrime durante la cerimonia con entra nella Hall of Fame), San Siro trema di gioia.
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