Non sarà Ralf Rangnick il prossimo direttore tecnico del Milan. L’attuale commissario tecnico dell’Austria, impegnato ai Mondiali, ha deciso di non aspettare ulteriormente e detto no alla proposta rossonera complice anche lo stallo dirigenziale tuttora in corso. Un problema in più per Gerry Cardinale, che dopo la mancata qualificazione in Champions aveva azzerato le principali cariche e – a 20 giorni di distanza – si trova ancora senza allenatore e dirigenti per impostare la nuova stagione. Per la panchina, oltre a Glasner (ormai ex del Crystal Palace), restano Jaissle (Al-Ahli), Pochettino (ct Usa) e Amorim (ex Manchester United).
Per una situazione tecnica in standby, come il Milan, ce ne sono due che invece si sono risolte. Al Sassuolo, il posto di Fabio Grosso (passato alla Fiorentina) è stato preso da Alberto Aquilani, alla sua prima in A da allenatore dopo aver guidato il Catanzaro alle finali playoff di Serie B. Al Torino, per rimpiazzare Roberto D’Aversa, biennale per Ignazio Abate che torna in granata dopo l’esperienza (da giocatore) del 2008-2009. Era alla Juve Stabia, portata ai playoff in B.
Pesante squalifica
Sempre sul fronte allenatori, maxi squalifica di 4 anni a un tecnico che nella stagione 2024-2025 guidava un club femminile di Prato, in Toscana, il cui nome non è reso noto per proteggere l’identità delle vittime. È accusato di aver rivolto «frasi offensive, irriguardose e lesive della dignità e dell’autostima contenenti allusioni sessualmente esplicite e di carattere discriminatorio» nei confronti delle sue calciatrici. E, inoltre, ne avrebbe esortate tre a causare un infortunio a una loro compagna».
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