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«Migliaia di imprese condannate se non si abolisce l’Ets» 

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Lo scontro sull’Ets, la tassa europea sulle emissioni, si fa sempre più forte e la Sardegna non vuole certo restare a guardare. Arnaldo Boeddu, segretario generale della Cgil regionale, ha scritto una lettera alla Commissione europea per ricordare specificità (e relative necessità) dell’Isola. «Dista dalla “terraferma” nella tratta più breve più di 220 chilometri e la durata della traversata in traghetto non è meno di 9 ore», ricorda facendo il paragone con la Sicilia, che da Messina a Reggio Calabria dista circa 6 chilometri. «La Sardegna, per distanza dalla Penisola, se ci riflettiamo è l’unica vera Isola d’Italia».

«Solo da questi dati, si evince l’importanza del cabotaggio marittimo per le persone e in maniera particolare le imprese sarde», prosegue Boeddu. «Dal 1° gennaio 2026, considerato che le navi traghetto impiegate nelle tratte da e per la Sardegna sono considerate inquinanti, tutte le compagnie di navigazionesono obbligate ad acquistare il 100% delle quote Eua, ovvero scambiare quote di emissione di Co2 emesse dalle navi di stazza oltre 5mila tonnellate con il pagamento della tassa Ets».

«L’Ets, già in vigore dal 2024 in maniera progressiva, da gennaio ha raggiunto il 100% della sua applicazione», continua il segretario Cgil, «Come si può ben comprendere, la Sardegna è stata fortemente penalizzata da questa tassa e dal 2026 il costo dei noli ha raggiunto importi non più sostenibili da parte delle imprese e degli autotrasportatori». In aggiunta, «i sardi pagano questa tassa per tre volte: la prima quando importano un bene, la seconda quando esportano il bene trasformato, la terza quando si paga l’Iva sul prodotto esportato».

Per queste ragioni, la Cgil «ritiene che la tassa Ets debba essere immediatamente revocata e che si studino sistemi alternativi che possano davvero giovare all’ambiente, senza distruggere letteralmente i traffici da e per la Sardegna e mandare fuori mercato le imprese sarde». Con un pericolo non di poco conto: «Se, in questo lasso di tempo, non si dovesse abolire la tassa Ets, si andrebbe quasi certamente a condannare migliaia di imprese sarde alla chiusura», in quanto «a causa della condizione insulare in cui operano saranno poste totalmente fuori mercato da una decisione iniqua e totalmente ininfluente sotto l’aspetto ambientale».

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