Salute

Mieloma multiplo, neoplasia del sangue tra le più diffuse  

Oggi alle 21 lo Speciale Ippocrate su Videolina «Come scoprirlo e come cambiano le terapie»  

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La strada è ancora lunga. Ma per le malattie del sangue, i progressi sono importanti. E si toccano con mano. Basti pensare al mieloma multiplo. Questa condizione patologica è al secondo posto fra le neoplasie ematologiche più frequenti, dopo il linfoma non-Hodgkin, ed è responsabile dell’1-2% di tutti i casi di cancro e del 10-15% dei tumori ematologici. Colpisce soprattutto gli anziani, con un’età media alla diagnosi di circa 70 anni (solo il 2% dei pazienti ha meno di 40 anni). In Italia ogni anno si stimano circa 6-7 mila nuovi casi, Ma attenzione: ci sono altre cifre che vanno tenute presenti. Ed aprono davvero il cuore alla speranza. In dieci anni l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo è quasi quadruplicata passando da circa 2 anni e mezzo a oltre 10.

I progressi

A guidare medici, pazienti e familiari sono i progressi della medicina, ai trapianti, ai farmaci innovativi. E così questa malattia, che colpisce le plasmacellule (tipo particolare di globuli bianchi presenti nel midollo osseo, fondamentali per il nostro sistema immunitario) fino a trasformarle e renderle “fuori controllo”, si sta avviando verso un percorso di cronicità che rappresenterà la vera vittoria per i malati.

Messaggio di speranza

Il messaggio di speranza emerge dalla voce degli esperti che animeranno “Speciale Ippocrate – Mieloma multiplo, come scoprirlo e come cambiano le terapie” in programma oggi alle 21 e condotto da Mariangela Lampis e Federico Mereta. Partecipano Daniele Derudas, Dirigente medico S. C. di Ematologia e C.t.m.o. - Ospedale oncologico di riferimento regionale Businco - Arnas Brotzu di Cagliari, Domenico Palmas, direttore di Ematologia e centro trapianti di midollo dell’Ospedale San Francesco di Nuoro e Carlo Piredda, presidente Simg (Società italiana medicina generale e cure Primarie) per la Sardegna.

Diagnosi tempestiva

Secondo gli esperti, importante è in tutti i casi arrivare presto con la diagnosi, considerando che ci sono pazienti che risultano del tutto asintomatici. La maggior parte delle persone che sviluppano la malattia presenta segni e sintomi distintivi: la proliferazione massiccia delle plasmacellule causa una riduzione della normale funzione immunitaria con aumento del rischio di infezioni. Spesso sono presenti quadri legati all’insufficienza dell’attività del midollo osseo, con conseguente anemia, responsabile di stanchezza, debolezza, difficoltà respiratoria, e, più raramente, una riduzione dei globuli bianchi (leucopenia) o delle piastrine (trombocitopenia), con maggior facilità al sanguinamento. E poi, iniziare con trattamenti su misura.

La ricerca va avanti

Grazie alla ricerca e agli sviluppi delle cure, si allunga progressivamente l’aspettativa di vita di chi riceve la diagnosi di mieloma. Bisogna però tenere presente che la patologia tende a recidivare e, oltre a presupporre terapie mirate per ogni paziente, per essere trattata necessita dell’adattamento le cure ad ogni fase di malattia. Di certo c’è che il controllo a lungo termine della patologia si è consolidato con l’arrivo di terapie più mirate, con nuovi meccanismi d’azione oltre che con la possibilità di combinazioni più efficaci, a partire dalla prima linea, ma anche in quelle successive. L’associazione di trattamenti fin dalle prime fasi della cura, quindi, risulta efficace. a occorre appunto ricordare che la malattia si può ripresentare dopo diversi anni. Ed allora, grazie alla ricerca, sempre più ci sono farmaci efficaci ma con bersagli diversi. sono molto efficaci e il tempo della recidiva si è allungato a 6-7 anni. ed è proprio questo che si sta ottenendo e che gli esperti segnalano.

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