Problemi strutturali, carenze di personale e ritardi burocratici. Ma anche professionalità, ricerca e cure d’eccellenza che continuano a fare del reparto di pediatria dell’ospedale Microcitemico un punto di riferimento per tutta la Sardegna. È il doppio volto della clinica pediatrica universitaria passata a inizio anno dall’Asl all’Arnas Brotzu, oggi alle prese con criticità che, secondo medici, infermieri e sindacati, non possono più aspettare.
La denuncia
A parlarne in prima linea è il professore Salvatore Savasta, direttore della Clinica pediatrica e malattie rare, che descrive una realtà fatta di eccellenza clinica ma soprattutto di sacrifici quotidiani. «È fondamentale che le istituzioni possano veramente, a breve, risolvere questi problemi. Sono criticità che si possono superare – spiega il primario – serve assumere personale per coprire i posti vacanti. Ma bisogna farlo presto».
L’ospedale fa i conti con problemi ereditati da anni: ascensori fuori uso, pavimenti sconnessi, spazi insufficienti, una rete informatica da rivedere e la necessità di potenziare i laboratori. Alcuni lavori sono già partiti: «Abbiamo ottenuto i primi fondi per il potenziamento del Coordinamento regionale – sottolinea Savasta –, già preso accordi per la manutenzione delle pavimentazioni disconnesse e siamo al lavoro per la riqualificazione della biblioteca ospedaliera ma c’è ancora tanto da fare». Tra le priorità evidenziate anche l’umanizzazione degli spazi e una segnaletica più chiara all’accoglienza dei pazienti.
I numeri
Nel frattempo il personale continua a coprire guardie, degenze e attività specialistiche con enormi sacrifici. «Anche se affaticati, continuiamo a lavorare con il sorriso – racconta Mariella Sedda, coordinatrice infermieristica –. Il nostro è un reparto di medicina per i piccoli, accogliamo tutti». I numeri del Microcitemico sono imponenti: oltre 1.500 bambini nel registro pazienti e 1.900 adulti presi in carico per consulenze genetiche e gravidanze a rischio, a cui si aggiungono 18 posti letto per degenze, day hospital e patologie croniche complesse. L’organico resta però ridotto: cinque operatori hanno lasciato il reparto negli ultimi mesi e la Asl non ha ancora trasmesso i dati completi sulla pediatria. «Abbiamo bisogno di forze umane», ripete Savasta, e racconta anche storie di straordinaria dedizione: come quella di un’infermiera che percorre 110 chilometri al giorno pur di garantire il servizio, «senza mai guardare agli orari».
L’appello
«La nostra attività rappresenta indubbiamente un’eccellenza in Sardegna», rivendica il direttore, precisando che la buona volontà da sola non basta. Da qui l’appello alle istituzioni: «È necessario risolvere queste problematiche in tempi brevi». Perché al Microcitemico, tra ascensori guasti e ambulatori strapieni, c’è ancora chi ogni giorno prova a garantire cure d’eccellenza ai bimbi di tutta l’Isola.
Il sindacato
Sulla situazione interviene anche la segreteria regionale della Uil Fp Sardegna con Massimo Marceddu e Fabio Sanna, che definiscono il passaggio del Microcitemico all’Arnas Brotzu «ancora decisamente un’incompiuta». A oltre 5 mesi dal trasferimento, il giudizio tra i dipendenti è «negativo e deludente». I sindacalisti denunciano cartellini dei lavoratori non aggiornati, ritardi nel trasferimento delle competenze amministrative relative a ferie e crediti orari, assenza di un servizio del personale strutturato in sede e difficoltà perfino nell’accesso alla mensa per via dei lavori in corso. «Serve una celere smossa – dicono Marceddu e Sanna – affinché un presidio che rappresenta un’eccellenza venga adeguatamente attenzionato». L’appello finale è rivolto alla Regione e alla direzione aziendale: attuare «tutte le misure necessarie» per risolvere criticità che il personale denuncia da tempo.
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