Il focus.

Metro, lavori infiniti: disagi per altri due anni 

L’Arst ora promette: «Finiremo nel 2028». Ieri nessun operaio in azione 

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Anche l’ultima data da ipotizzata per l’entrata in funzione del servizio, inizio 2027, è definitivamente tramontata. E allora, dopo aver inanellato ritardi per tre anni rispetto al programma originario, riparte il cronometro sui lavori della metropolitana leggera. «Salvo imprevisti, la messa in servizio è attualmente prevista per aprile 2028», spiega il direttore generale di Arst Carlo Poledrini. I cagliaritani, dunque, già alle prese con una situazione complicata sulla viabilità, restringimenti di carreggiata e modifiche alla circolazione, dovranno mettere nel conto disagi per altri due anni. «Eventuali ritardi, come i recenti rinvenimenti archeologici in via Roma, comportano rallentamenti inevitabili nell’avanzamento del cantiere», spiega Poledrini. Certo. Però se a queste eventualità si aggiunge il fatto che, per esempio, ieri mattina neanche un operaio era al lavoro nei cantieri tra piazza Repubblica e piazza Matteotti (per il ponte del 2 giugno, come i dipendenti pubblici?), inevitabile che i tempi si allunghino ulteriormente.

Lo stato

«I lavori procedono regolarmente nei vari tratti, con situazioni differenti a seconda dei subcantieri e delle interferenze con altri enti», assicura Poledrini. «In viale Cimitero, dopo gli interventi di competenza Enel - durati più del previsto - l’appaltatore ha ripreso le attività. Restano da completare alcune rifiniture, come cordoli, sistemazioni laterali, dopodiché si procederà alla bitumatura finale e alla riconsegna della corsia preferenziale», per i bus, «al Comune. In viale Diaz, è stata recentemente emessa l’ordinanza di viabilità necessaria per realizzare l’attraversamento dell’incrocio con via Sonnino. In accordo con il Comune si è scelto di intervenire sull’intero incrocio, poiché insiste su un collettore fognario particolarmente critico e richiede una sistemazione complessiva. In piazza Madre Teresa di Calcutta, sono in fase di avvio le attività per il completamento della vasca di laminazione, l’allaccio della stesa vasca alla condotta premente a mare e la costruzione della sottostazione elettrica». Avanti anche in via Roma e piazza Matteotti. «Qui», spiega ancora Poledrini, «i lavori proseguono in coordinamento con le attività in corso nell’area della Stazione delle Ferrovie che richiedono una gestione integrata dei cantieri. I lavori di via Roma procedono “visibilmente” nonostante i ritrovamenti».

Le critiche

A Palazzo Bacerdda piovono critiche: «Prendiamo atto che, a quasi un anno dal dibattito unanime in Consiglio comunale e a nove mesi dal famigerato «termine ultimo e improrogabile» di settembre, la tratta Gottardo–Repubblica–San Saturnino della metropolitana leggera continua a brillare nella sua unica forma davvero riuscita: il cantiere eterno», tuona Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI. «Capiamo che un’opera complessa possa nascondere imprevisti. Quello che proprio non riusciamo a digerire è che l’unico cronoprogramma rispettato con ferrea disciplina teutonica sia quello dei rinvii continui. Perciò ribadiamo, con la pazienza ormai logora, la richiesta già approvata all’unanimità in Consiglio di una data certa di fine lavori. Finché le promesse di Arst continueranno a dissolversi come messaggi scritti sulla sabbia, noi andremo avanti con spirito critico. Perché Cagliari ha già dato prova di una pazienza francamente sovrumana. Ora pretende semplicemente di poter arrivare da qualche parte, possibilmente sul suo tram. Che dovrebbe essere un mezzo di mobilità».

Non risparmia le critiche neppure Giuseppe Farris, CiviCa 2024: «La fermata di San Saturnino, pronta e mai utilizzata, è una fotografia perfetta della mobilità targata amministrazione Zedda. La fermata c'è, i disagi pure: manca solo il servizio. Ai cittadini si chiedono sacrifici vengono ristrette le carreggiate, vengono cancellati i parcheggi, il traffico è sempre più complicato. Poi però quando dovrebbe arrivare all'alternativa promessa, si scopre che anche metro ha deciso di aspettare tempi migliori. Siamo davanti alla mobilità sostenibile in versione contemplativa», dice ancora Farris. «Si guarda, ma non si usa. Allora gli interrogativi da porre sono semplici: perché la fermata non è ancora in funzione, chi ha sbagliato i tempi? Quanto dovranno ancora aspettare i cagliaritani prima di vedere servizi veri e non solo annunci?».

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