Il caso.

Metro, il cantiere si ferma di nuovo 

In via Roma spuntano le fortificazioni già emerse con i lavori del waterfront 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Da settimane il cantiere sembra immobile. Niente squadre di operai al lavoro, pochi movimenti dietro le recinzioni e inevitabili interrogativi sul cronoprogramma della metropolitana leggera in via Roma. Ma questa volta a frenare gli scavi non sono problemi tecnici legati alla realizzazione dei binari: sotto la strada sono riaffiorate tracce della vecchia Cagliari, preesistenze storiche riconducibili alle fortificazioni già intercettate durante i lavori di riqualificazione del waterfront, sul lato portici. E prima di andare avanti occorre capire esattamente che cosa c’è nel sottosuolo. Le verifiche richieste dalla Soprintendenza sono cominciate lunedì 24 agosto e dovrebbero durare alcuni giorni (non molti). Ma dietro lo stop e i rallentamenti c’è soprattutto un intoppo burocratico: l’impresa che effettua i lavori in via Roma avrebbe dovuto nominare già a luglio, come richiesto dalla Soprintendenza, un topografo per eseguire i rilievi, ma per ragioni burocratiche (mancava l’accreditamento) è arrivato solo all’inizio della settimana.

L’azienda

Dall’Arst fanno sapere che «durante gli scavi sono emersi reperti sui quali la direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del ministero della Cultura ha prescritto indagini più approfondite e rilievi specifici». Lo stop, secondo quanto riferito, dovrebbe comunque essere limitato. Con le indagini sui ritrovamenti da completare, quindi, l’impresa non può lavorare. Ma sostenere che sia la Soprintendenza a bloccare i lavori di via Roma non sarebbe corretto: perché sull’ennesimo ritardo nei lavori della metropolitana, pesano proprio quelle settimane in cui l’impresa, su richiesta dell’Arst, avrebbe dovuto nominare un topografo che non è mai stato nominato fino a lunedì scorso. C’è poi un altro aspetto che contribuisce ad allungare i tempi: «Sui tempi ha inciso anche il caldo di agosto», spiegano da Arst, «le attività all’aperto devono infatti rispettare le ordinanze regionali per la prevenzione dei rischi legati alle temperature elevate».

L’accusa

Il caso finisce subito in consiglio comunale. «Continuare ad attaccare l'Arst oramai è come sparare sulla Croce Rossa», dice Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Ritardi, scadenze saltate, cantieri che procedono a passo di lumaca sono qualcosa con cui oramai abbiamo preso confidenza. La domanda politica è però un'altra: il Comune dov'è? In via Roma hanno consentito l'apertura del cantiere, la principale arteria cittadina, restringendo ulteriormente la carreggiata e imponendo altri disagi alla città. Peccato che poi dentro quel cantiere non lavori praticamente nessuno», sottolinea. E aggiunge: « A cosa serve autorizzare l'occupazione di una strada di quell'importanza se non si pretende che i lavori procedano davvero: questo è il vero fallimento, il Comune sembra essersi trasformato nello sportello di autorizzazione. Arst chiede, il Comune concede e poi nessuno verifica tempi e avanzamento effettivo dei lavori». Durissimo anche Pierluigi Mannino (FdI): «Adesso ci informano che il Ministero ha prescritto indagini approfondite dopo il ritrovamento di alcuni reperti. Lavoro di estrema delicatezza, con il pennellino e personale altamente specializzato, non con tanti operai e mezzi pesanti. Pensavamo fosse il solito cantiere fantasma tenuto aperto solo per giustificare la rendicontazione. Invece no. Lascia davvero perplessi, per non dire basiti, che si scoprano solo ora questi ritrovamenti. Viviamo da mesi con deviazioni demenziali, code in auto da far ammattire i cagliaritani, bus del Ctm in ostaggio, commercianti in ginocchio. La trasparenza è evidentemente l'ultimo reperto da catalogare. Forse è ancora sott».

Pasticcio

Un nuovo capitolo, dunque, per il cantiere di via Roma cantiere che aveva fatto discutere ancora prima della sua apertura. Arst aveva chiesto con insistenza al Comune di poter avviare i lavori in via Roma già alla fine del 2025. Palazzo Bacaredda aveva però cercato di prendere tempo, chiedendo che prima venissero chiusi gli altri cantieri della metropolitana già aperti in città, per evitare di sovrapporre ulteriori disagi alla circolazione. Il braccio di ferro aveva consentito di rinviare l’apertura. Il Comune aveva chiesto di attendere almeno la conclusione dell’America’s Cup, così da non presentare uno dei principali ingressi del centro occupato da transenne e lavori durante l’evento internazionale. Alla fine, però, aveva dovuto cedere: e il cantiere è stato aperto a maggio, prima della manifestazione. Da allora via Roma e la viabilità circostante devono fare i conti con restringimenti, deviazioni e un intervento destinato inevitabilmente a incidere su uno degli assi più trafficati della città. Proprio per questo le settimane con pochi operai visibili hanno alimentato interrogativi sui tempi dell’opera. Ora, «conclusi gli accertamenti archeologici», assicurano fonti dell’Arst, «i lavori per la realizzazione della metrotranvia potranno riprendere regolarmente». Speriamo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?