il conflitto

Metallo per le armi di Israele? Container bloccati a Cagliari 

Dopo l’ispezione su un cargo nel porto canale 

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Undici container che viaggiavano a bordo del cargo Msc Vega sono stati bloccati al porto canale di Cagliari dopo un’ispezione condotta da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. I controlli sono scattati a seguito di una dettagliata segnalazione. Su quella nave, stando a una denuncia di No Harbour for Genocide rilanciata dal comitato Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) pro Palestina, viaggia un carico di metallo dual use destinato a Israele: la stessa tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Armi, alla fine. Otto container della stessa spedizione partita da uno stabilimento in India erano già stati fermati a Gioia Tauro.

L’alert del ministero

I militari sono entrati in azione al porto di Cagliari sulla base di un’informativa dell'Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) del ministero degli Esteri: gli specialisti dei vigili del fuoco del nucleo Nbcr hanno verificato che all'interno dei container non ci fossero elementi pericolosi e i container sono stati aperti. Ed è scattato il fermo, in attesa di ulteriori accertamenti su eventuali violazioni sul trasporto di armamenti, ancora tutte da verificare.

Gli appelli

La richiesta di ispezione da parte dei comitati era basata su «obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali», si legge in una nota di Bds.

Le reazioni

Al coro di voci che chiedevano chiarezza si era aggiunta anche quella della Cgil sarda: «Non possiamo accettare che dal porto di Cagliari partano materiali sensibili, potenzialmente utilizzabili in aree con conflitti armati in corso e con violazioni del diritto internazionale», ha detto ieri pomeriggio il segretario Fausto Durante. E il sindaco Massimo Zedda, appreso delle ispezioni, aveva rilanciato: «La città di Cagliari è città di pace ed è nostro compito vigilare e richiedere i controlli alle autorità competenti». ( )

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