CITTÀ DEL MESSICO. Era conosciuto per la proverbiale cautela e il basso profilo, che finora gli avevano consentito di sfuggire anche a una taglia di 15 milioni di dollari del governo Usa, ma alla fine è rimasto vittima del più classico degli errori. Nemesio Oseguera Cervantes - meglio conosciuto come “El Mencho”, leader della più potente e sanguinaria organizzazione criminale del Messico, è stato individuato seguendo i passi della sua amante.
L’infiltrato
«Sono state approfondite le relazioni di “El Mencho” fino ad arrivare all’individuazione di un’amante. Abbiamo infiltrato un agente nella cerchia dei conoscenti e abbiamo avuto la conferma della sua presenza a Tapalpa. Il 21 febbraio abbiamo pianificato l’operazione e il 22 febbraio abbiamo dato il via», ha dichiarato il ministro della Difesa, Ricardo Trevilla. Il leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng) è rimasto gravemente ferito mentre cercava di fuggire nella selva di Jalisco con i suoi uomini ed è deceduto mentre veniva prelevato e trasportato a Città del Messico, ha detto Trevilla senza fornire dettagli sulla sorte e l’identità dell’amante. Per diverse ore domenica il Messico è precipitato nel caos, con almeno 26 persone rimaste uccise durante i disordini, e nonostante le rassicurazioni del governo adesso si teme per l’impatto della morte del boss sul delicato equilibrio di potere all’interno del Cjng e per le rappresaglie che potrebbero scatenarsi.
«Blocchi rimossi»
La presidente Claudia Sheinbaum ha assicurato che la maggior parte dei blocchi stradali messi in atto dagli uomini di El Mencho subito dopo la notizia della sua uccisione sono stati rimossi e che l’ordine pubblico è stato già ristabilito. «La cosa più importante è garantire la pace e la tranquillità della popolazione ed è quello che stiamo facendo», ha affermato il capo dello Stato nella prima conferenza stampa rilasciata lunedì dopo l’operazione militare costata la morte anche di 25 militari della Guardia Nazionale. Per il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, la scomparsa di El Mencho «indebolisce una delle principali organizzazioni criminali del Paese responsabile di omicidi, traffico di persone, estorsioni, sequestri ed aggressioni armate alle autorità». Ma i principali analisti ed esperti segnalano che - come già successo all’interno del Cartello di Sinaloa dopo l’arresto del “Chapo” Guzman prima e del “Mayo” Zambada poi - la morte del leader del Cjng rischia di aprire in Messico una nuova feroce guerra intestina tra fazioni narcos. Nel corso dell’operazione di domenica è stato ucciso anche il numero due, Hugo “H”, alias “El Tuli” - considerato il braccio destro di El Mencho e contabile dell’organizzazione - oltre a trenta sicari del cartello.
I vassalli
Gli occhi sono puntati adesso sulla lotta per la successione all’interno del cartello. L’erede naturale di El Mencho, secondo gli esperti, sarebbe il figliastro Juan Carlos Valencia, figlio biologico di sua moglie Rosalinda González Valencia (“La Jefa”), anch’essa una figura chiave del Cjng. Ma il suo ruolo, si dice, potrebbe essere insidiato dai capi locali del cartello, figure che pure si sono meritate nomi di guerra: “El Sapo”, “El Jardinero”, “Tio Lako” o “Doble R”. In questo contesto, e nonostante gli appelli alla calma e alla fiducia lanciati dal governo, uffici pubblici, banche, scuole, università e molti negozi in diversi stati del Messico sono rimasti chiusi per paura di rappresaglie. E dopo la sospensione domenica per precauzione di diverse partite del campionato di prima divisione, della serie B e della lega femminile, iniziano ad esserci dubbi anche sul fatto se Guadalajara, la capitale dello Stato di Jalisco, sarà in grado di garantire gli standard di sicurezza per ospitare a giugno, come da programma, quattro partite della prossima Coppa del Mondo. Il portale Claro Sports riferisce di aver contattato la Fifa per una dichiarazione ufficiale senza ottenere riscontro, ma afferma che «trapela preoccupazione» e che le partite dei playoff in programma a marzo allo stadio Akron nella capitale di Jalisco «sono in fase di valutazione».
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