BRUXELLES. Visita a sorpresa del cancelliere tedesco Friedrich Merz a Kiev sotto le bombe russe: i droni di Mosca hanno colpito nuovamente il Ponte Nord sul Dnipro, proprio durante la missione. «L’Ucraina sta affrontando settimane decisive. Sono qui dunque per portarvi un messaggio: potete contare su di noi», ha detto Merz, rivolgendosi poi direttamente a Vladimir Putin: «Ponga fine a questa guerra priva di senso, siamo pronti ai colloqui».
Il Cremlino, però, risponde con nuove minacce. Dopo le dichiarazioni di Volodymyr Zelensky sulle raffinerie russe, Mosca annuncia che saranno intensificati gli attacchi contro installazioni militari e industriali e le infrastrutture collegate. Il portavoce Dmitry Peskov avverte che la Russia è pronta a combattere «anche per lo 0,01% del territorio del Donetsk» e che chi pensa di poter infliggere un colpo a Mosca «ne pagherà il prezzo». Zelensky replica accusando Putin di voler «inasprire la situazione ogni singolo giorno».
Nuovi stanziamenti
Merz porta a Kiev un miliardo di euro per il sostegno militare e 350 milioni per interventi urgenti nel settore energetico. Con lui c’è la ministra dell’Economia Katherina Reiche, per la firma di accordi di partnership nella difesa. «La Germania aiuta l’Ucraina ma anche l’Ucraina aiuta noi», sottolinea il cancelliere, citando l’esperienza di Kiev nella guerra dei droni e le commesse per l’industria tedesca. Berlino, però, non può offrire altri sistemi Patriot: quelli disponibili sono già stati dati.
La conta delle vittime
Il bilancio del conflitto è sempre più drammatico per la popolazione civile. Secondo il rapporto presentato al Consiglio Onu per i diritti umani, nei primi otto mesi dell’anno circa 15.280 civili sono stati uccisi o feriti, il 55% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nelle aree più vicine al fronte l’aumento raggiunge il 62%. Donetsk, Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhia sono sottoposte a bombardamenti costanti. «È una catastrofe che cresce e si intensifica di settimana in settimana», denuncia l’Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Turk, parlando di una popolazione costretta a vivere in un «costante stato di terrore». Il rapporto documenta inoltre oltre mille casi di violenza sessuale, attribuiti per l’89% alle autorità russe e per l’11% a quelle ucraine.
La situazione sul terreno
Sul terreno i fronti restano sostanzialmente immobili, mentre aumentano gli attacchi contro obiettivi civili: abitazioni, scuole, strutture sanitarie, ferrovie, porti e aziende. L’Ucraina è diventata, secondo Turk, un «laboratorio per la guerra con i droni». I danni alle infrastrutture energetiche provocano interruzioni di corrente e acqua, mentre gli attacchi contro supermercati e aziende alimentari causano carenze temporanee. Con l’inverno alle porte, il timore è che la situazione possa peggiorare.
Nonostante l’escalation, resta aperto uno spiraglio diplomatico. Zelensky ha annunciato che gli Stati Uniti intendono promuovere entro fine mese un nuovo ciclo di colloqui trilaterali con Ucraina e Russia, a livello tecnico. Le aspettative restano basse. Intanto molti residenti stanno lasciando Kiev per raggiungere zone più sicure.
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