San Benedetto.

Mercato e ritardi, il pasticcio dei filobus 

«Dimenticata la rete elettrica che alimenta i mezzi pubblici»: il Comune smentisce 

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Quasi un anno dopo la chiusura e il trasferimento nella struttura provvisoria di piazza Nazzari, in molti si aspettavano che i lavori di riqualificazione del mercato di San Benedetto sarebbero stati a buon punto. All’interno uomini e mezzi avrebbero dovuto già sventrare la struttura per ricostruirla secondo quel progetto innovativo e sostenibile che darà nuovo lustro al mercato più importante d’Europa.

Il caso

Invece da San Benedetto trapela una trama che raccolta altro: racconta di una «dimenticanza», dicono alcuni, che sarebbe all’origine del ritardo dei lavori. Quella della filoviara di San Benedetto, il sistema di tre linee del Ctm alimentati attraverso un'infrastruttura di distribuzione dell'energia elettrica. Ebbene, solo dopo diverso tempo ci si sarebbe accorti che i fili elettrici che alimentano il passaggio dei bus sono agganciati alla struttura del mercato di San Benedetto. Tradotto: impossibile cominciare con la demolizione delle opere murarie senza interrompere il passaggio dei bus e quindi il servizio del Ctm.

Il Comune smentisce questa ricostruzione e assicura che «si sta entrando in una fase operativa importante per il nuovo mercato di San Benedetto», dice l’assessore alle Opere pubbliche Yuri Marcialis. «In questi giorni stiamo lavorando sulle demolizioni interne delle testate, parallelamente stiamo avviando gli scavi per le fondazioni dei pali che reggeranno i cavi della filoviaria, come già previsto nel progetto di competenza del Comune e di Ctm».

I lavori

Tutto secondo programma, a sentire il Comune. Oggi cominceranno i lavori per la sistemazione dei pali ai quali si agganceranno i nuovi cavi elettrici della filoviaria. «Stiamo facendo punto per punto, in modo mirato, per minimizzare i disagi», assicura l’assessore. «La logica è quella che abbiamo sempre seguito: programmare, intervenire, ripristinare», spiega. E aggiunge. «In questi giorni stiamo lavorando sulle demolizioni interne delle testate: stiamo mettendo in luce le strutture per poter effettuare i tagli necessari, operazioni propedeutiche alle demolizioni vere e proprie e al successivo rifacimento delle strutture centrali. È una fase tecnica, meno visibile dall’esterno, ma decisiva per garantire solidità, sicurezza e qualità dell’intervento. Siamo inoltre in attesa dell’intervento di Enel per il distacco delle vecchie centraline e il collegamento alle nuove cabine, già posizionate nei punti predisposti dal Comune».

I parcheggi

«I lavori di San Benedetto sono in ritardo», tuona Alessandra Zedda, consigliera comunale di Lega-Anima di Sardegna. «Un progetto rivisto, i fondi persi del pnrr, poi recuperati con il Pon metro. Da un anno San Benedetto è chiuso ma i lavori vanno a rilento. Perché?», domanda la consigliera. Già detto che il Comune assicura che tutto si sta svolgendo secondo cronoprogramma (obiettivo è inaugurare la nuova struttura a metà del 2027), parallelamente alla questione dei ritardi sono stati chiusi anche quelli che si affacciano su via Pacinotti per fare posto a un cantiere che sembra completamente fermo», dice ancora la consigliera. «Per i residenti è un dramma», aggiunge. l’assessore Yuri Marcialis risponde che «nell’area abbiamo realizzato circa 300 nuovi stalli: 157 nella piazza Nazzari e poco meno di 150 tra via Sant’Alenixedda e piazza Giovanni. Attualmente risultano preclusi circa 120 parcheggi intorno al mercato per consentire i lavori. Questo significa che, nonostante il cantiere, la zona dispone comunque di circa 180 parcheggi in più rispetto al 2023. A fine lavori, saranno resi disponibili ulteriori 150 parcheggi nella struttura di piazza Nazzari. I residenti hanno quindi a disposizione, per ora, circa 180 posti auto a breve distanza dal mercato, oltre alla possibilità di parcheggiare nel resto dell’area, non solo nelle ore notturne come accade in altre parti della città, ma anche durante il giorno».

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