Sant’Elia.

Mercatino Cuore, niente spazi in città 

Il sindaco: «Inserire gli espositori in un contesto urbano è impossibile» 

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«In città non esistono spazi alternativi per ospitare il mercatino Cuore. Non abbiamo aree idonee per le dimensioni che ha raggiunto, tanto è vero che l’assessore allo Sviluppo economico Carlo Serra, su mia indicazione, sta chiedendo se altri Comuni dell’hinterland abbiano la possibilità di accoglierlo. In città, ripeto, è oggettivamente impossibile, a meno che non si vogliano eliminare quartieri abbattendo palazzi». È un “no” categorico quello opposto dal sindaco Massimo Zedda alla possibilità di spostare il mercatino degli hobbisti dal parcheggio Cuore di Sant’Elia a un’altra zona della città in vista dei lavori per il nuovo stadio, che dovrebbero iniziare in primavera.Zedda è intervenuto in apertura dell’ultima seduta del Consiglio in risposta a un intervento dell’esponente di Alleanza Sardegna, Roberto Mura, (rivolto peraltro all’assessore Serra) che chiedeva lumi circa le recenti voci incontrollate di un possibile ritorno in viale Trento.

In Aula

Il sindaco ha così preso personalmente la parola per fare una volta per tutte chiarezza e sgombrare il campo da equivoci. «Rispondo io, se posso – ha esordito alzandosi in piedi – il piazzale Trento sarà interessato da lavori della Regione, proprietaria dell’area, per la realizzazione di un multipiano. Quindi, anche volendo fare proposte, anche raccogliendo firme, sarebbe impossibile un ritorno lì. Via San Paolo è ugualmente esclusa, in quanto interessata da progetti di riqualificazione». Bocciata anche l’opzione Fiera. «Sappiamo bene – ha sottolineato Zedda – che inserire il mercatino in un contesto urbano diventa impossibile da gestire. Vi lascio immaginare un perimetro chiuso come la Fiera, con 100 autorizzati dentro e 2500 abusivi fuori. E non c’è solo la dimensione del mercatino da considerare, ma anche la necessità di parcheggio di chi vuole andarci».

Il sondaggio

Gli hobbisti non intendono arrendersi. «Abbiamo fatto un sondaggio», rivela Giorgio Atzori, portavoce del Comitato degli espositori, nonché amministratore della pagina Facebook del mercatino. «Il 95% dei partecipanti ha dichiarato di voler restare a Cagliari. Chiediamo pertanto un nuovo incontro con il sindaco per cercare ancora una volta di trovare una soluzione. Nello stesso tempo invitiamo i politici, sia di maggioranza che d’opposizione, a venirci a trovare per scambiare due chiacchiere e tranquillizzare le persone. A noi interessa la continuità in città, non solo perché lo vogliamo noi, ma perché lo vogliono i cagliaritani. L’Amministrazione non può ignorare questo. Aree ce ne sono, ci vuole solo la volontà politica».

Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri di minoranza Roberto Mura (Alleanza Sardegna) e Alessio Mereu (FdI), che hanno suggerito, ciascuno, un'area alternativa da valutare: rispettivamente a Santa Gilla e a Calamosca.

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