«Il mercatino Cuore potrebbe presto salutare Cagliari e trasferirsi nell’hinterland. Non una provocazione, ma un’ipotesi reale». Parola di Giorgio Atzori, portavoce del Comitato degli espositori, nonché amministratore della pagina Facebook del mercatino, che vanta 12mila iscritti. «Abbiamo chiesto al Comune l’individuazione di uno spazio alternativo in vista dei lavori per lo stadio e il palazzetto dello sport – spiega – ci sono stati incontri, dibattiti in Consiglio, articoli di stampa, eppure non è stata ancora trovata una soluzione». Ora il tempo stringe.«Non vogliamo più vivere nell’incertezza, chiediamo garanzie sul futuro e nel frattempo non resteremo fermi: scriveremo alla Città Metropolitana per sondare spazi fuori dal capoluogo. Su richiesta di tanti frequentatori del mercatino avvieremo anche una petizione per chiedere al Comune concretezza. Preferiremmo restare in città, ovvio, ma siamo pronti a dire addio».
Le trattative
Una vicenda “complessa”, l’ha definita martedì in Aula l’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Serra, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Ferdinando Secchi (Anima di Sardegna). «Sappiamo il valore che ha il mercatino e garantire la sua continuità è un obiettivo fondamentale – ha ribadito l’assessore – tuttavia non è facile trovare una sede adatta: tornare in piazzale Trento non è praticabile e uno stop causerebbe problemi di ordine pubblico». «Stiamo interloquendo con il Comune per individuare lo spazio per ricollocare gli espositori, 350 tra commercianti e hobbisti», chiosa il presidente provinciale di Confesercenti, Marco Medda. «Ci sono aree che ci sembrano idonee, sarebbero infatti sufficienti 25mila metri quadri se si considera che gli hobbisti reali hanno bisogno di meno spazio di quello attuale». Al nuovo futuro gestore (chiunque sarà) «il compito di regolarizzare le aziende in nero che si nascondono dietro l’ombrello dell’hobbismo».
La salvaguardia
«Una soluzione va trovata», auspica il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Sorgia. «Cagliari non può perdere il mercatino dopo aver già perso il Marina Cafè Noir, costretto a emigrare a Elmas. Il “Cuore” è stata una mia intuizione, in pandemia, quando ricoprivo la carica di assessore comunale alle Attività produttive. Il Comune deve fare di tutto per reperire un’altra area nel rispetto delle famiglie che grazie al mercatino riescono a trovare un po’ di respiro economico».
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