Teatro Lirico.

Memoria all’opera “Figlie di maggio”, la diva è Cagliari 

Abate e i moti del 1906 E a Capodanno c’è Bollani 

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Il 14 maggio del 1906 l’esercito sparò sui manifestanti in rivolta a Cagliari. Chiedevano pane e migliori condizioni di lavoro. Davanti alla stazione caddero due ragazzi, uno di sedici e l’altro di diciotto anni: i loro nomi, per un secolo, non trovarono posto nella memoria pubblica della città.

Centovent’anni dopo, Cagliari torna a raccontare quel maggio. Lo farà l’11 e il 12 dicembre al Teatro Lirico con “Figlie di maggio – Fillas de maju”, un’ opera contemporanea in due atti commissionata dal teatro che rappresenta una prima assoluta: per la prima volta Cagliari, con le sue strade e la sua storia, diventerà il centro di un’opera lirica. Lo spettacolo inaugura “Dicembre al Lirico”, presentato ieri mattina a Palazzo Bacaredda alla presenza del sindaco Massimo Zedda e dell’assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo Maria Francesca Chiappe.

«Scintilla»

La musica è del friulano Cristian Carrara, il libretto di Guido Barbieri, che ha elaborato il soggetto con Francesco Abate, ispirandosi liberamente ai romanzi della saga di Clara Simon. Sul podio Nir Kabaretti. «Le nostre nonne sono state le protagoniste della caduta del governo Sonnino», racconta Abate, scrittore e a lungo giornalista di queste pagine, che del progetto si definisce «solo una scintilla».

Ambizione

Un’opera, insomma, che ridà voce a chi è rimasto nelle pieghe della Storia: le donne della Manifattura, le famiglie dei lavoratori e quella parte della città che chiedeva pane e dignità e si trovò davanti fucili spianati.

«È un’opera bella, ambiziosa e universale», spiega il sovrintendente Andrea Cigni, «perché parla di amore, libertà, riscatto sociale; di una comunità che si unisce per rivendicare i propri diritti». Non è difficile leggere tra le righe una relazione con il presente.

Consapevolezza

Il progetto, ha ricordato Chiappe, è «in continuità con le attività di recupero della memoria dei moti del 1906» portate avanti dall’amministrazione. Nel maggio scorso il Comune ha intitolato alle sigaraie le scalette di viale Regina Margherita e collocato una targa davanti alla stazione, dove furono uccisi i due giovani. Non è soltanto una celebrazione: significa riconoscere che la storia di chi lavorava, protestava e pagava con la vita appartiene all’identità di Cagliari.

Il cartellone prosegue il 15 con un’altra prima assoluta per la nostra città, “Lirico Night”: dalle 19 all’una, ingresso libero e musica elettronica con Enrica Falqui, Tooker, Carlo Whale e Giacomo Busonera. Dal 22 al 24 “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij con l’Istanbul State Opera and Ballet, coreografie di Mehmet Balkan e direzione di Alessandro d’Agostini. Il 31 alle 18 «Bollani and Friends» riporta Stefano Bollani a Cagliari, con Valentina Cenni, Frida e Gabriele Mirabassi, con brindisi finale per salutare il 2026.

Ma questo dicembre comincia dalla storia di Giovanni Casula e Adolfo Ignazio Sebastiano Caulino, detto Cardia, per troppo tempo assenti dal racconto della città. Ora hanno un nome nella memoria pubblica, una targa e un’opera lirica che terrà vivo il ricordo di quel maggio del 1906.

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