TOKYO Scende dall’aereo con gli occhiali da sole e la figlia Ginevra per mano quando in Italia è notte fonda. Giorgia Meloni arriva a Tokyo per la sua terza missione in Giappone e per incontrare la sua omologa Sanae Takaichi, appena prima che riporti il Paese del Sol Levante al voto per sfruttare al massimo il consenso popolare di cui gode.
Insieme, alla vigilia di un vertice che servirà a rinsaldare i rapporti, già elevati a livello di partenariato strategico nel 2023, le due firmano un editoriale pubblicato sui due principali quotidiani dei due Paesi in cui lanciano un messaggio trasversale alle crisi internazionali che non accennano a trovare soluzione, dall’Iran all’Ucraina (passando per la Groenlandia), e che sarà riecheggiato parecchio anche a Pechino. Si dicono pronte ad «agire insieme per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto» e soprattutto «fondato sulla forza del diritto» in un contesto che è invece segnato da «instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise». Ma nel lungo editoriale affrontano anche le priorità strategiche condivise, a partire dalla sfida «demografica». E non solo, precisano, in quanto capi di governo donna ma perché dal sostegno alla natalità passa il «futuro» di ogni nazione. Per Meloni e Takaichi sarà il secondo faccia a faccia dopo un primo incontro in Sudafrica in occasione del G20 lo scorso novembre.
Nel bilaterale, che cade mentre si celebrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, ci si concentrerà sulle opportunità di collaborazione a partire dalla difesa (insieme Italia e Giappone partecipano al programma Gcap con la Gran Bretagna) e dallo sviluppo tecnologico.
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