Il conflitto

Meloni oggi in Aula «Difendere Hormuz» 

Asse con Starmer e Merz per tutelare le navi Mattarella: non torniamo alla tirannide cesarista 

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Al governo servono i prossimi giorni per capire l’evoluzione della guerra, prima di varare le misure contro il caro-carburanti. Intanto una delle principali fonti di preoccupazione è lo Stretto di Hormuz: oltre alla sicurezza della navigazione c’è in ballo la stabilità dei mercati energetici. Sono temi cruciali delle comunicazioni che Giorgia Meloni terrà oggi in Senato e poi alla Camera. Parlerà della crisi in Medio Oriente e del prossimo Consiglio Ue, dove ha già chiarito che insisterà sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo degli Ets, lo strumento Ue per la riduzione dei gas serra.

La citazione

Intanto arriva un monito di Sergio Mattarella: dall’Università di Firenze, dove gli è stata conferita la laurea honoris causa in Politica, istituzioni e mercato, il capo dello Stato ricorda quanto scrisse nel 1957 il giurista Silvano Tosi nella prefazione alla sua traduzione della “Democrazia in America”: «Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville - annotava Tosi - la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista». E Mattarella chiosa: «Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione». Ed evocando implicitamente l’aggressione russa all’Ucraina a quella americana e israeliana all’Iran, spiega: «Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi».

Le cancellerie

E se oggi la premier alle Camere parlerà dello Stretto di Hormuz, ieri il tema è stato al centro di un suo colloquio con Keir Starmer. Il primo ministro britannico, riferisce Downing Street, ha sentito anche il tedesco Friedrich Merz. In questa triangolazione, dice il governo di Londra, i leader hanno concordato di «lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell’Iran». «Vogliamo difendere la libertà dei transiti a Hormuz», ha sottolineato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani con l’omologo del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Sono scenari che verranno affrontati anche venerdì al Quirinale, nella riunione del Consiglio supremo di difesa.

Aspides e Atalanta

Nulla è deciso ancora, ma nell’area l’Italia partecipa a due missioni: Aspides, attualmente nel Mar Rosso davanti alle coste dello Yemen, e Atalanta, impegnata nel pattugliamento anti pirateria lungo le coste della Somalia. Nella risoluzione di maggioranza c’è anche l’impegno a «sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali» il ruolo di queste due missioni «e a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni». Gli impegni della risoluzione ricalcheranno con ogni probabilità i punti cruciali delle comunicazioni di Meloni. Da quello a lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali per creare le condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente. Alla condanna del «ruolo destabilizzante» dell'Iran, accompagnata dal «pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà». In parallelo il governo ribadirà di essere al fianco dei Paesi del Golfo colpiti «dagli inaccettabili attacchi» di Teheran.

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