L’affondo.

Meloni: «Il Quirinale non è nei miei piani» 

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Il Quirinale non è nei suoi piani, assicura Giorgia Meloni, «totalmente concentrata» sugli ultimi mesi di governo e la sfida elettorale per «chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni». Ma la premier denuncia un «insopportabile razzismo culturale», per cui «una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore, in molti casi da gente che da giovane faceva il tifo per l'Unione Sovietica».

«Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra?», l'affondo della leader di FdI, ribadito nelle pagine del nuovo libro di Bruno Vespa. Gianfranco Rotondi, deputato di FdI, definisce «molto corretta» la linea esposta dalla premier, perché «come diceva Moro, “al Quirinale non ci si candida, si viene candidati”». Il mandato presidenziale scade nel 2029 e nel centrosinistra sono convinti che Meloni cerchi il bis a Palazzo Chigi come trampolino per diventare anche la prima donna presidente della Repubblica. Diametralmente opposta la tesi di Meloni: «Le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che, la prossima volta, possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il presidente della Repubblica la dice lunghissima sulla concezione proprietaria che hanno delle istituzioni».

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