Non una scelta tra alternative, ma - per rimanere in tema - un doppio binario da percorrere insieme. Nel dibattito sul futuro ferroviario del Nuorese, prende forma una linea chiara: portare avanti il progetto strategico della Nuoro-Abbasanta senza rinunciare agli investimenti immediati sulla rete esistente. Con un messaggio politico preciso: Nuoro non intende accontentarsi della bretella tra i centri del Marghine, Birori, Silanus e Borore, e il capoluogo.
Incontro con il Ministero
Dopo l’incontro con i vertici di Arst, il dibattito sul futuro dei collegamenti ferroviari si concentra sempre più sulle scelte politiche. Con posizioni vicine ma diverse: quella del sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, del comitato Trenitalia Nuorese e l’approccio pragmatico dei sindaci del Marghine. Fenu ribadisce con decisione la centralità del collegamento con la rete Rfi: «Collegare la nostra città alla rete Rfi resta per noi una priorità assoluta. Per questo, il progetto della Nuoro-Abbasanta rappresenta l’obiettivo principale su cui stiamo lavorando dall’inizio del mandato. Da gennaio 2025 esiste uno studio di fattibilità, e proprio oggi - rivela - ho avuto interlocuzioni con il Ministero con cui intendo programmare a breve un incontro per portare avanti concretamente questo percorso».
Le difficoltà
«Siamo consapevoli delle resistenze legate ai costi e del fatto che si tratta di un’infrastruttura che richiede un finanziamento statale, ma proprio per questo servono determinazione e continuità nell’azione istituzionale».
Accanto alla visione strategica, Fenu richiama la necessità di intervenire subito sulla situazione attuale: «Allo stesso tempo, non possiamo ignorare la realtà attuale. Esiste una linea, la Nuoro-Macomer, utilizzata ogni giorno da tanti pendolari che subiscono disagi e tempi di percorrenza troppo lunghi. Non possiamo far finta che questo problema non esista». Da qui l’apertura agli interventi immediati: «In attesa che il progetto della Nuoro-Abbasanta possa svilupparsi e trovare copertura finanziaria, non possiamo permetterci di restare fermi». Posizione che tiene insieme ambizione e pragmatismo, ma con un principio chiaro: le soluzioni a breve termine non devono sostituire l’obiettivo principale.
Il Comitato
Senza aperture, invece, la posizione del comitato Trenitalia Nuorese, espressa dall’avvocato Claudio Solinas: «Puntiamo dritti sull’Abbasanta-Nuoro come unica soluzione, tutto il resto è irricevibile. La Sardegna è ultima per dotazione infrastrutturale ferroviaria, la Abbasanta-Nuoro sarebbe una misura di giustizia territoriale da sempre negata». E ancora: «Bisogna essere consapevoli che tutte le Regioni ricevono grandi investimenti per le ferrovie e che la Sardegna vanta un credito enorme».
Sul tavolo resta anche il tema dei costi: i 3,5 miliardi di euro ipotizzati per la tratta sarda, ma considerati da più parti eccessivi, soprattutto se confrontati con opere attuali ben più lunghe e complesse in fase di realizzazione, come la linea Bari-Napoli, che presenta caratteristiche infrastrutturali come tratta (il triplo di distanza e orografia) decisamente superiori e costerà meno del doppio (6,237 miliardi) dell’ipotizzato per la Nuoro-Abbasanta.
Il Marghine
Dal Marghine emerge una linea più pragmatica. Il sindaco di Borore, Tore Ghisu, dice: «La bretella è un progetto per noi già condiviso prima della Nuoro-Abbasanta e più facilmente realizzabile. Con l’efficientamento, la ristrutturazione e l’ammortamento della linea si riuscirebbe a arrivare a 100 km all’ora di velocità. È l’occasione buona». Il sindaco di Silanus, Gian Pietro Arca, evidenzia le priorità sulla linea esistente: «Ben venga il potenziamento della linea, c’è da mettere in sicurezza i passaggi a livello dell’attuale tratta e riqualificare la stazione di Silanus oggi abbandonata». Riccardo Uda, sindaco di Macomer: «Il potenziamento dell’esistente è una soluzione realisticamente perseguibile e garantirebbe il collegamento merci tra Macomer e Nuoro».
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