Isili.

Mega impianto fotovoltaico, il Comune fa ricorso al Tar 

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Ricorso al Tar contro “Isili 2”, il progetto di un mega impianto fotovoltaico nel territorio di Isili e non solo. La Giunta ha infatti approvato la costituzione in giudizio contro il decreto ministeriale che dà il via libera a un megaimpianto da oltre 33 MWp.

La linea di azione

«Progetti calati dall’alto», dice il sindaco di Isili Luca Pilia. «Siamo pronti a difendere il nostro territorio insieme alle comunità vicine». Solidarietà dai Comuni di Nurallao e Genoni. «La scelta di impugnare questo decreto davanti al Tar non è solo un atto formale, ma un dovere morale verso la nostra comunità e il nostro paesaggio», sottolinea Rita Aida Porru, prima cittadina di Nurallao. «Restare uniti è l’unica strada per far sentire la nostra voce: solo uniti possiamo difendere il bene comune, la vocazione del nostro territorio e il diritto dei cittadini di decidere quale sviluppo dare alla propria terra». Sulla stessa linea il sindaco di Genoni. «Stiamo valutando se fare ricorso», spiega Gianluca Serra. L’obiettivo è ottenere l’annullamento, previa sospensione d’urgenza, del decreto direttoriale dello scorso maggio del ministero dell’Ambiente. Il provvedimento ha espresso parere positivo di compatibilità ambientale per la realizzazione di un imponente impianto fotovoltaico a terra, della potenza totale di 33,527 MWp, completo di sistemi di accumulo e delle relative opere di connessione di rete.

Un modello penalizzante

La battaglia istituzionale non vedrà Isili muoversi da sola, la scelta è anche dettata dal confronto con gli altri sindaci per arginare, dove possibile, un modello di sviluppo energetico ritenuto penalizzante per le comunità locali. «Siamo davanti all’ennesimo progetto mastodontico calato dall’alto», puntualizza il sindaco di Isili, «senza un reale dialogo preventivo con gli enti locali che sul territorio operano e rispondono quotidianamente ai cittadini». Un no che non rappresenta per le amministrazioni locali una presa di posizione nei confronti della transizione energetica, ma piuttosto contro le modalità che vanno a discapito delle comunità interessate e dell’ambiente ove queste risiedono.

L’impegno per l’ambiente

«Parliamo di infrastrutture impattanti», aggiunge Luca Pilia, «che non generano alcuna reale ricaduta in termini di sviluppo economico, occupazionale o sociale per il nostro tessuto locale, abbiamo deciso di usare fermezza di fronte a tutto questo». Davanti al Tar verranno contestati una serie di vizi di legittimità, carenze istruttorie e rilievi tecnici. Da diverso tempo ormai c’è particolare attenzione verso i tanti progetti che sono stati presentati in tutta l’Isola. L’allerta è massima e la sensibilizzazione nei confronti della popolazione è costante. La difesa del territorio diventa pertanto non solo un diritto ma soprattutto un dovere.

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