Dopo la polemica sui sardi che rinunciano alle cure per mancanza di medici, per le liste d’attesa infinite e per le difficoltà economiche, la Giunta prova a intervenire sul fronte della carenza di personale sanitario. Nella seduta di ieri è stata data attuazione a misure già previste nella variazione di bilancio licenziata dal Consiglio regionale ad agosto. Parliamo dell’intervento che punta a rafforzare gli organici dove è più difficile reperire e trattenere professionisti, per difficoltà legate alle distanze, ai collegamenti e alle caratteristiche demografiche, al fine di garantire la continuità dei servizi e dei livelli essenziali di assistenza. Ieri l’ok alle linee di indirizzo per l’attuazione di questa misura straordinaria di reclutamento, affidando ad Ares il compito di avviare le procedure concorsuali: un’indennità regionale di sede disagiata, aggiuntiva rispetto alla retribuzione ordinaria, pari a 2.000 euro lordi mensili per i medici e a 1.000 euro lordi per gli infermieri e i tecnici sanitari di radiologia medica. L’indennità è correlata al livello di disagio o alla specifica criticità della sede o dell’unità operativa ed è da definire nell’ambito del trattamento accessorio. Per tutti e tre i profili possono essere concessi contributi per l’alloggio di 500 euro mensili. Le risorse sono già previste dalla variazione: 6,5 milioni per il 2026, 12,6 per il 2027 e 14,5 milioni per ciascun anno dal 2028 al 2030.
Ok anche alla misura che stanzia settemila euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028 per coprire gli oneri per l'iscrizione al Servizio sanitario regionale degli studenti provenienti dalla Striscia di Gaza e accolti in Sardegna nell'ambito dei corridoi umanitari universitari, promossi dai ministeri dell'Università e degli Esteri.
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