Il processo.

Maxi piantagione a Orani, chiesti 22 anni di carcere 

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Ventidue anni e mezzo di reclusione. È la pena complessiva chiesta dal pm Riccardo Belfiori al gip Alessandra Ponti, nel processo con rito abbreviato che vede quattro persone accusate di aver realizzato ad Orani la più grande piantagione di marijuana mai scoperta in Italia. L’operazione dei carabinieri aveva portato alla scoperta di due diverse coltivazioni e circa 50mila piante. Complessivamente erano stati sequestrati 3.500 chilogrammi di marijuana per un valore stimato di 31 milioni di euro.

Per Gonario Morittu (Orani), Giuseppe Marrone (di Buddusò) e Pietro Noli di (Orani) l’accusa ha chiesto cinque anni e sei mesi di reclusione ciascuno, mentre per Fabiano Benzi (di Silanus) la richiesta è di sei anni per via della recidiva. Al centro del processo la maxi coltivazione scoperta dai carabinieri. Secondo l’accusa avrebbe consentito di ottenere oltre 20 milioni di dosi singole di stupefacente. Per la Procura, la conferma dell’esistenza di un’organizzazione strutturata, con una capacità che avrebbe ormai superato i confini regionali. La difesa di Benzi e Morittu, con l’avvocato Francesco Lai ha sostenuto in particolare la posizione degli imputati da lui assistiti, mentre ad ottobre spazio agli altri difensori Marco Piredda, Lorenzo Simonetti e Milena Patteri.

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