Scuola

Maturità per 12mila studenti sardi 

Oggi il via all’esame, l’attesa e i dubbi per lo scritto di italiano 

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La notte prima degli esami è passata, con i classici raduni serali fuori dalle scuole a cantare Venditti e la sveglia che questa mattina ha suonato prestissimo. Si parte: dopo l’insediamento commissioni, inizia ufficialmente la Maturità 2026. Con la prima prova (il tema), il toto traccia che come di consueto impazza nel web e oltre 12mila studenti sardi pronti ad affrontare l’ultima fatica, più di mezzo milione in tutta Italia. Ma la prima bocciatura è già arrivata: la Sardegna ha la percentuale più alta di non ammessi rispetto a ogni altra regione.

I numeri

Sono in tutto 12mila 305 i candidati che questa mattina si confrontano con lo scritto d’Italiano (11mila 975 interni e 330 esterni), calati rispetto all’anno scorso dello 0,6%: che in numeri porta a 73 maturandi in meno. In controtendenza con il trend nazionale, che segna un più 0,6%. Oltre 5mila studenti (5mila 652) sono nella provincia di Cagliari, al secondo posto Sassari (3mila 928). Nuoro arriva a 1575 studenti impegnati da oggi con l’esame, chiude Oristano con 1150. In campo anche un esercito di docenti, con 399 commissioni (184 a Cagliari, 124 a Sassari, 56 a Nuoro e 35 a Oristano), riunite per decidere le sorti degli allievi delle scuole isolane, con un presidente e due membri esterni e due interni all’istituto. E poi c’è il dato che ha già reso la Sardegna un caso nazionale: con il 93% di ammessi alla maturità e il restante 7 di non ammessi, è ultima nella classifica delle regioni, seguita a poca distanza dalla Liguria con il 5,5% di alunni bloccati prima ancora dello scritto. La media italiana è pari al 3,2%, col Molise che mantiene il primato (97,7% di ammessi).

Gli auguri

Alla vigilia arrivano puntuali gli auguri della presidente della Regione Alessandra Todde, che si rivolge agli studenti sardi: «Portate con voi quello che avete imparato, le persone che hanno creduto in voi, gli errori che vi hanno fatto crescere. La Sardegna ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro entusiasmo, della vostra energia». E poi l’incoraggiamento: «Non credete a chi vi dice che va tutto male, che in Sardegna non ci sono opportunità, che in Sardegna non c’è futuro. Io ho imparato nella mia vita che il futuro si costruisce, che la fiducia si costruisce, che le opportunità si costruiscono». Anche con la seconda prova: archiviato il tema, domani si replica, con la seconda prova differente in base ai vari indirizzi scolastici. Anche Massimo De Pau, presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi, dirigente scolastico al Satta di Macomer e presidente di commissione allo scientifico di Dorgali anticipa ciò che dirà ai suoi ragazzi e lo estende a ogni maturando sardo: «Gli alunni di ogni nostra scuola hanno studiato non soltanto materie importanti, ma hanno anche imparato a navigare nella complessità. Auguro a ognuno di loro di conservare la loro curiosità e resilienza». Dice anche di non aver paura di sbagliare («L’errore è un passo verso il successo»), e poi si rivolge alle famiglie: «Pretendere che possa esistere la perfezione è solo l’anticamera del fallimento». Mentre sul primato sardo di non ammessi non si scompone: «Una costante da circa vent’anni. Non esistono studi precisi e sono dati difficilmente confrontabili tra regioni».

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