Si allarga il sostegno alla causa contro la privatizzazione della Sogaer: «Un danno per la Sardegna»

«Mattarella fermi subito la fusione» 

Aeroporti, nuovi altolà all’operazione. Continuità, ennesima giornata di disagi 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«Si precisa che il ricorso contiene istanza cautelare». La frase è scritta in neretto, nella lettera di accompagnamento che gli avvocati Pubusa, Andrea e Paolo, hanno inviato alla Regione per informare l’Ufficio legale del ricorso straordinario al presidente della Repubblica sulla fusione degli aeroporti sardi. Quel passaggio significa che a Sergio Mattarella, in attesa che si completi l’intero giudizio – e ci possono volere da uno a tre anni – viene chiesta la sospensiva delle due delibere con cui la Giunta Todde ha deciso di sostenere la privatizzazione degli scali. Vuol dire un congelamento dell’operazione con effetto immediato, «per evitare gravi e irreparabili danni ai sardi e al loro diritto alla mobilità».

In bilico

Dunque, le ambizioni del fondo F2i Ligantia, che punta a controllare il traffico passeggeri nell’Isola, sono di fatto su una tagliola da martedì 7 luglio, quando al Quirinale è stato inviato il ricorso per fermare la cessione dello scalo di Cagliari e il contestuale avvio della gestione unica con Olbia e Alghero. L’aspetto dell’istanza cautelare è sostanziale perché a questo punto «c’è la possibilità concreta che salti il banco», è la certezza dei sette ricorrenti. Ovvero, l’ex sindaco di Villaputzu, Fernando Codonesu; l’ex candidata presidente di Sardegna R-esiste, Lucia Chessa; l’ex comandante del Corpo forestale, Giuseppe Mariano Delogu. Hanno firmato, da privati cittadini, anche Mauro La Fauci e Roberto Loddo. Poi ecco due presidenti del mondo no profit, Mauro Tuzzolino (Scuola di cultura politica Francesco Cocco) e Marco Mameli (Assotziu Consumadoris).

Il paletto fermo

«Abbiamo la ferma convinzione – sottolineano i firmatari del ricorso – che l’operazione degli aeroporti avvantaggi esclusivamente il socio privato, oltre a rappresentare una chiara violazione della normativa vigente, come stabilito dalla Corte dei Conti nel 2023, vista l’assenza di gara pubblica. Siamo davanti a un’opacità su cui la magistratura contabile si è nuovamente espressa il 10 luglio, in sede di parifica del bilancio regionale. Nel dibattito pubblico poniamo una questione: come può il Governo della Sardegna sostenere una privatizzazione che la procuratrice Valeria Motzo ha definito “poco chiara”?».

Nuove adesioni

Il ricorso a Mattarella un effetto immediato l’ha già ottenuto. Si sta moltiplicando il sostegno alla causa. «Riteniamo un dovere civico aderire all’iniziativa che ha come primo firmatario l’amico Fernando Codonesu», scrivono in una nota Fulvio Dettori e Carlo Sechi, ex Dg della Regione il primo, ex sindaco di Alghero il secondo. La mobilitazione è «contro le riservate decisioni dell’Amministrazione sulla vendita, senza gara pubblica e con molte ombre, dell’aeroporto Mameli di Cagliari».

Lo scenario

Oggi lo scalo del capoluogo è controllato dalla Camera di commercio, titolare del 94,45% delle quote e pronta a scendere al 40,5% nella futura holding della gestione unica. La Regione, invece, avrebbe il 9,25% a fronte di una spesa di trenta milioni. F2i, già è azionista di riferimento a Olbia e Alghero, sarebbe il deus ex machina con il 50,25%. La procuratrice Motzo nella sua requisitoria ha evidenziato pure i 170mila euro spesi dalla Giunta per «lo studio di fattibilità sull’operazione». Un incarico affidato all’advisor milanese Lca che ha bocciato la cessione del Mameli e la fusione degli scali per assenza «di interesse pubblico». Eppure la Giunta Todde ha disatteso quell’indicazione e sta andando avanti lo stesso. Al ricorso si è unito idealmente anche il magistrato in pensione Mariano Brianda.

L’analisi

Nell’assise di Cagliari, contro la privatizzazione del Mameli si è schierato Pino Calledda, esponente dei Cinque Stelle (come Todde). Il consigliere comunale bolla la «requisitoria della procuratrice regionale Motzo come un punto di rottura rispetto a quanto deliberato a marzo e a giugno 2026 dalla stessa Giunta». A marzo la presidente e gli assessori hanno approvato il Term sheet, l’accordo preliminare sulla fusione degli scali sardi; il mese scorso è stato invece istituito un «tavolo tecnico» che dovrà seguire l’iter. Calledda difende la gestione pubblica del Mameli e sottolinea: «Dietro un aeroporto di successo c’è un territorio forte che fa viaggiare la sua economia anche attraverso la mobilità». Il rappresentante del M5S si rivolge quindi ai sindaci di Cagliari, Olbia e Alghero. «Perché sono silenti? Perché nessuno di loro si pronuncia con i propri cittadini?».

La contrarietà

Il caso aeroporti continua a tenere banco anche in Consiglio regionale, specie dopo i rilievi della procuratrice Motzo. «La Giunta Todde si fermi finché è in tempo – dice il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca –. Sta andando avanti a testa bassa sulla consegna degli aeroporti a un fondo di investimento privato, senza una logica industriale e contro gli interessi della Sardegna». Il gruppo di Forza Italia parla di «sciagurata operazione con Todde e alleati disposti a pagare decine di milioni di euro per regalare le nostre porte d’accesso ai privati. Vuol dire tradire lo sviluppo, il turismo e la Continuità territoriale.

L’ultimo disservizio

A proposito di tariffe agevolate per i sardi, ieri ennesimo problema: il Cagliari-Roma delle 13 partito con un’ora di ritardo per «un piccolo guasto allo schermo di bordo», ha annunciato il comandante quando tutti i passeggeri erano già pronti per il decollo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?