L’analisi

Matrimoni più fragili: «Immaturità affettiva» per sette “sì” su dieci 

Nel bilancio del Tribunale ecclesiastico l’impatto dei social e delle dipendenze 

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Non è solo crisi del legame, ma una vera e propria difficoltà strutturale nel compiere scelte consapevoli. Al centro del “Dies Iudicialis” di Cagliari, l’inaugurazione dell’anno giudiziario che ha riunito i Tribunali ecclesiastici sardi, l’Ordine degli psicologi e le istituzioni, emerge un quadro netto: l’immaturità affettiva e le nuove dipendenze digitali sono oggi i principali responsabili della nullità matrimoniale.

I numeri del 2025 parlano chiaro: su 73 cause trattate, per il 70 per cento il capo di nullità riguarda il «grave difetto di discrezione di giudizio». Come spiegato da Don Emanuele Meconcelli, vicario giudiziale del Teis, si tratta di una condizione in cui «la persona, condizionata da fragilità psicologiche, non è in grado di valutare la portata del passo che sta compiendo».

L’intervento

L’immaturità, in questo senso, non è mancanza di intendere e volere, ma l’incapacità di decidere in piena libertà e consapevolezza. Su questo tema si inserisce la lectio magistralis del presidente dell’Ordine degli psicologi della Sardegna, Tullio Garau. Un invito a considerare questo tratto come un fenomeno strutturale, oggi amplificato dai contesti digitali. «L’immaturità affettiva – osserva lo psicologo – non nasce con i social, ma ci trova un potente fattore di amplificazione». Le dinamiche tipiche delle piattaforme, dalla necessità di una risposta immediata alla ricerca costante di conferme, «accentuano tendenze già presenti nella persona», soprattutto quando il sé non è ancora pienamente strutturato. In questi casi, spiega Garau, «si cerca all’esterno qualcosa che possa reggere la propria identità», innescando meccanismi di dipendenza. Su questo punto, Don Miguel Ángel Ortiz (ordinario alla Santa Croce) chiarisce il confine giuridico: «Le nuove dipendenze, dai social allo shopping, non portano automaticamente alla nullità, ma sono rilevanti quando rivelano un’anomalia psichica che impedisce di assumersi i doveri coniugali. La sfida è distinguere tra una semplice difficoltà e una reale incapacità».

Le relazioni

Un processo che si riflette anche nelle relazioni quotidiane: «Nei social l’immediatezza diventa una norma – sottolinea il professore – e anche un semplice ritardo nella risposta può generare allarmi ingiustificati, come il sentirsi non visti o non considerati». Da qui il rischio di un circolo vizioso: «l’immaturità alimenta la dipendenza e la dipendenza, a sua volta, rafforza l’immaturità».Una dinamica che, se non affrontata, può diventare difficile da interrompere. «I social – conclude Garau – evolvono rapidamente, anche sotto la spinta di tecnologie come l’intelligenza artificiale, e senza un’azione tempestiva si rischia di perdere il controllo sui processi sociali».

I numeri

L’anno giudiziario ormai concluso ha mostrato anche un volto più accessibile della giustizia canonica, con oltre la metà dei procedimenti a titolo gratuito e, in molti casi, anche dell’esenzione totale dagli oneri processuali. «Questa idea che ottenere la nullità matrimoniale sia costoso non si capisce come possa andare avanti», ha ribadito sorridente Meconcelli. Un elemento che rafforza quanto emerso nel confronto è il peso del «grave difetto di discrezione di giudizio», presente nella maggior parte dei casi. «Le cosiddette nuove dipendenze – spiega il vicario giudiziale del Teis – consentono di inquadrare con particolare chiarezza anomalie del vivere comune legate a comportamenti o tecnologie che, quando diventano ossessivi e incontrollati, possono incidere anche sulla validità del consenso matrimoniale». Proprio su questo sforzo conoscitivo si è chiuso l’intervento dell’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, che ha posto l’accento sulla missione del Tribunale: «La ricerca della verità circa lo stato di una persona e circa la validità di un matrimonio non può prescindere da una interdisciplinarità che significa la possibilità di tener conto dello sviluppo di altre scienze. Questi temi registrano percorsi che accadono nella società, e che il tribunale semplicemente fotografa».

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