Dicono sia più di là che di qua. Per “qua” s’intende il reparto di Chirurgia vascolare, dove è dirigente medico. “Là” invece è la zona del Brotzu che ospita l’ufficio del direttore generale. Ma anche il cantiere (in ritardo) delle sale operatorie del Businco e quello della terapia intensiva pediatrica. O l’assessorato regionale alla Sanità. O, ancora, altri luoghi dove si prendono decisioni. Dicono, anche, che sia temuto. «Chi è Steven Claudio Masotti? Qual è il suo vero ruolo? Perché si occupa di faccende che non dovrebbero competergli?». A porre le domande alla presidente e assessora Alessandra Todde è il gruppo di Fratelli d’Italia, con tutta l’opposizione in Consiglio regionale. Un’interrogazione dà così dignità di “caso politico” alle attività collaterali di un chirurgo sul quale nei corridoi si sussurra da quasi un anno. Ha anche un soprannome: "Lo sceriffo”.
L’incarico
Masotti è arrivato a Cagliari a dicembre 2025, a 68 anni compiuti. Una delibera del direttore generale Maurizio Marcias l’ha reclutato assieme a un’altra chirurga: la procedura di mobilità prevedeva una sola chiamata, il manager ne fece due «per garantire il rafforzamento» del reparto. Valido professionista, del passato del medico si conosce poco: l’Associated Press lo dà come membro di una commissione che condusse un’indagine interna sul Bambino Gesù, con saldi rapporti col Vaticano. E proprio con l’ospedale romano l’Arnas ha stretto un accordo (contestato dai revisori dei conti) per la formazione del personale sardo destinato alla terapia intensiva pediatrica. Todde (e non Marcias) di recente ha nominato Masotti nel gruppo di lavoro sulla Tip. Scintilla che ha innescato la reazione di FdI.
Il clima
Il primo firmatario dell’interrogazione è il capogruppo Paolo Truzzu: definisce Masotti come un «personaggio oscuro» che al Brotzu «fa e disfa senza avere un ruolo operativo preciso. Anzi, ce l’ha: dovrebbe stare in reparto, ma si occupa di tante altre cose di cui non si dovrebbe occupare. Noi vogliamo sapere dalla presidente chi è esattamente questo soggetto». A causa delle sue attività collaterali, secondo l’ex sindaco di Cagliari, in ospedale «si respira un clima mefitico con minacce, intimidazioni, paure».
L’opposizione
A chiedere chiarimenti a Todde c’è mezza opposizione. «Medico sceriffo» è l’etichetta rilanciata da un altro meloniano, Fausto Piga, che parla di «catena di comando ambigua» all’Arnas, dove emerge «un caos allarmante: preoccupano la poca trasparenza nelle selezioni e nei procedimenti. E pesano i gravi rilievi dei revisori dei conti e il ritardo dei cantieri». Ulteriori timori vengono manifestati da Stefano Schirru (Misto): «Appare quasi che si voglia appaltare la gestione del più importante ospedale della Sardegna ad altre aziende sanitarie che non stanno sicuramente in quest'isola. Il dottor Marcias, noto professionista nel campo sanitario», sottolinea Schirru parlando del direttore generale, «pare schiacciato da ingombranti presenze sia a livello aziendale che a livello regionale». Inutile, però, chiedere lumi al diretto interessato: Masotti non ha rilasciato un’intervista che gli è stata richiesta.
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