Parigi. Tra 400mila e 800mila persone sono scese in piazza in Francia in cortei perlopiù pacifici contro il caro-vita e le restrizioni al diritto di manifestare. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha annunciato circa mille fermi, contro i 385 registrati alla stessa ora il 17 ottobre, quando si verificarono saccheggi e devastazioni.
A Parigi, con circa 100mila partecipanti, la prefettura ha imposto un percorso alternativo. Gli scontri sono scoppiati alla fine del corteo, quando molti manifestanti erano già andati via: gruppi di black bloc hanno lanciato razzi e sassi e incendiato cassonetti. La polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti. Tafferugli anche in altre città; a Tolosa un manifestante è rimasto gravemente ferito a una mano, forse per lo scoppio di un ordigno.
Alle proteste contro il caro-prezzi si sono aggiunte quelle contro i divieti, giudicati «liberticidi». Jean-Luc Mélenchon ha intimato a Emmanuel Macron di accogliere le richieste degli studenti o lasciare l’incarico. A Orléans, 13-26mila persone hanno manifestato contro il Rassemblement National, mentre Jordan Bardella è stato rieletto alla guida del partito con il 99% dei voti. A sei mesi dal voto, un sondaggio segnala la crescita di Mélenchon.
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