Giallo di Tuvixeddu.

Manuela Murgia, il pm chiede la consulenza medica 

Ma il giudice Altieri potrebbe archiviare il fascicolo nei confronti di Astero 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un caso più unico che raro: il pm chiede la proroga delle indagini, ma il giudice ha fissato l’udienza per capire se ce ne sia realmente una necessità. Dopo un anno dalla riapertura del fascicolo per omicidio legato alla morte di Manuela Murgia, la sedicenne scomparsa il 4 febbraio 1995 e trovata senza vita il giorno dopo nella gola del canyon di Tuvixeddu, il pubblico ministero Guido Pani ha chiesto una proroga, necessaria – dicono i ben informati – per comprendere una volta per tutte con un approfondimento medico-legale se la ragazza sia stata veramente violentata e uccisa, oppure se sia caduta (accidentalmente o con un atto volontario), come accertato dalla prima autopsia. Ieri mattina si è tenuta la camera di consiglio e nelle prossime ore il gip potrebbe sciogliere la riserva.

Un caso unico

Di solito quando un pubblico ministero chiede al Gip la proroga delle indagini questa arriva quasi in automatico, ma il fascicolo su Manuela Murgia è un caso particolare perché di indagini, in questo caso, ce ne sono già state altre due archiviate e questa è la terza riapertura, nata da una consulenza medico-legale del professor Roberto Demontis (per la famiglia) che ipotizzava l’omicidio. L’unico indagato è l’ex fidanzato Enrico Astero, ma un lungo incidente probatorio ha dimostrato che non c’è il suo profilo genetico nel corpo della giovane. Nel corso delle ultime indagini, però, la Squadra Mobile avrebbe intercettato un suo presunto acquisto di una dose di stupefacente, chiedendo dunque di approfondire la questione. Allo stesso tempo, il pm Pani vorrebbe chiarire con una nuova consulenza, una volta per tutte, se veramente si tratti di un omicidio. Da qui la richiesta di proroga.

L’udienza

Ricevuta l’istanza del pm, il Gip Altieri ha fissato udienza. «Qualora ritenga che allo stato degli atti non si debba concedere la proroga», recita il Codice di procedura penale utilizzato dal Gip, «il giudice, entro il termine previsto, fissa la data dell’udienza in camera di consiglio». Per questo, ieri, il difensore di Astero, Marco Fausto Piras, è comparso in aula (non c’erano i legali della famiglia perché a loro il decreto di fissazione dell’udienza non è stato notificato) per chiedere che si archivi definitivamente il fascicolo nei confronti del suo assistito visto che, ormai da anni, si ritrova sempre al centro di nuove indagini, ma senza che ci sia mai alcun elemento a sostegno della sua colpevolezza. Il giudice Altieri dovrà valutare ora se archiviare nei suoi confronti o concedere la proroga, oppure stabilire se l’inchiesta possa proseguire contro ignoti, dopo un’attenta valutazione dei termini di prescrizione e del materiale raccolto dalla Procura.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?