Cold case

Manuela, l’incidente probatorio esclude tracce dell’ex fidanzato 

Il giallo di Tuvixeddu: per Astero possibile la terza archiviazione 

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L’incidente probatorio sul giallo della morte di Manuela Murgia, la 16enne trovata senza vita nel canyon di Tuvixeddu, a Cagliari, nel febbraio 1995, si è chiuso con un dato certo: negli abiti e nell’intimo che la ragazza indossava il giorno della tragedia non c’è alcuna traccia biologica dell’ex fidanzato, Enrico Astero, unico indagato con l’ipotesi investigativa di omicidio volontario. «Il mio incubo sta finendo», ha detto ieri mattina il 54enne, al termine dell’udienza, «perché io non c’entro niente: sono proprio estraneo. Non sto dormendo e non vedo l’ora che si concluda questa vicenda».

L’incidente probatorio

La perizia del Ris dei carabinieri di Cagliari, firmata dai colonnelli Andrea Berti e Marco Palanca, ha trovato dunque l’accordo anche dei consulenti di parte. Un lavoro lungo e meticoloso che è stato seguito da vicino anche dal super esperto della difesa, l’ex generale del Ris di Parma, Luciano Garofano, e dal genetista Emiliano Giardina, nominato dai legali della famiglia Murgia. Ottanta le trecce trovate negli abiti che erano stati recuperati dopo trent’anni, ancora imbustati e sigillati, dopo l’autopsia dei medici legali Francesco Paribello e Giuseppe Santa Cruz. Nessuna è riconducibile ad Astero. A questo punto, dunque, si alleggerisce enormemente la posizione dell’ex fidanzato della 16enne per il quale, già nelle prossime settimane, il procuratore aggiunto Guido Pani potrebbe chiedere l’archiviazione. L’indagine, però, potrebbe comunque proseguire su altri fronti, visto che il materiale genetico rinvenuto potrà ancora essere comparato con altri profili genetici. «I risultati sono importanti», conferma Giardina, genetista di fama internazionale, «non abbiamo individuato una compatibilità con Astero, e questo va detto con chiarezza, ma abbiamo ottenuto dei profili utili per le comparazioni sugli indumenti e soprattutto sulle scarpe. Gli accertamenti, dunque, devono continuare perché questo caso si può e si deve risolvere».

Battaglia tra consulenti

Molto dibattuta in aula la questione legata a un’ipotesi di violenza sessuale, o comunque di rapporto consumato dalla ragazza prima della morte. Per il generale Luciano Garofano non ci sarebbero elementi che vadano in questa direzione. Di diverso avviso il medico legale della famiglia Murgia, Roberto Demontis, secondo cui né il rapporto sessuale né la violenza possono essere esclusi. «Quest’ipotesi è fortemente svalutata», ha ribadito il primo, «si possono fare tantissime opinioni, ma il risultato è che non è stato trovato materiale genetico del signor Astero, ma le analisi dimostrano che il materiale maschile è negativo. Questi sono i dati obiettivi che escludono ci sia stato un contatto con un maschio». Una conclusione contestata sia dall’avvocata Giulia Lai, che con i colleghi Bachisio Mele e Maria Filomena Marras assiste i familiari della 16enne, sida dal professor Demontis. «Ho riscontrato delle abrasioni compatibili con un rapporto o un tentativo», ha sottolineato, «il fatto che non si siano trovate tracce può essere legato a tanti motivi. La cosa importante, però, è che non si sia trattato di un suicidio per precipitazione, ormai è chiaro a tutti». L’indagine, per la famiglia di Manuela Murgia, è tutt’altro che finita. «Ci sono tante cose ancora da chiarire», ha rilanciato Bachisio Mele, «questo incidente probatorio non chiude l’inchiesta»

Una nuova perizia

A dire il vero, però, l’ipotesi della caduta o del suicidio non è mai stata del tutto esclusa, visto che lo stesso pm Guido Pani ha chiesto già altre due volte l’archiviazione del fascicolo per omicidio seguendo questa possibilità avanzata dai suoi esperti, Paribello e Santa Cruz. Ora, dunque, il magistrato titolare dell’inchiesta potrebbe chiedere nuovamente al gip Altieri un’altra perizia medico-legale che fughi definitivamente i dubbi e le incertezze su com’è morta la giovane. Da trent’anni, in ogni caso, l’ex fidanzato è sempre l’unico tirato in ballo e poi archiviato. «Abbiamo sempre mantenuto un basso profilo in tutto questo periodo», ha rimarcato il difensore, Marco Fausto Piras, «adesso penso che i tempi siano maturi per la terza archiviazione nei confronti di Enrico Astero». Ma ormai è chiaro che prima di proseguire con nuove comparazioni, allargando le indagini, il pm Pani dovrà essere certo che si sia trattato di un omicidio.

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