Garlasco

Mantenere il silenzio o rispondere ai pm: il dilemma di Sempio 

L’unico indagato per l’omicidio di Chiara in caso di condanna rischia l’ergastolo 

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Rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non farlo? È il grande dilemma di Andrea Sempio, 38 anni, unico indagato per il delitto di Chiara Poggi, uccisa con almeno 12 colpi al volto e al cranio 19 anni fa a Garlasco: l’uomo, amico di lunga data di Marco Poggi, fratello della vittima, è convocato per mercoledì in Procura a Pavia per l’interrogatorio di garanzia. È l’ultima chiamata prima della chiusura delle indagini, data per imminente. La richiesta di rinvio a giudizio è ritenuta quasi sicura. L’ipotesi di reato è pesantissima: omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. In caso di condanna rischia l’ergastolo.

Unico accusato

Per un anno l’ipotesi di reato è stata di “omicidio in concorso con Alberto Stasi o con ignoti”, ma il capo di imputazione provvisorio è stato poi modificato. Lo si è scoperto leggendo il documento con cui giovedì scorso i pm coordinati dal procuratore Fabio Napoleone, ricostruendo dettagliatamente la dinamica del delitto e formulando un’ipotesi di movente (“odio per la vittima dopo un suo rifiuto a un approccio sessuale”) hanno convocato Sempio all’interrogatorio: Stasi, il fidanzato di Chiara, condannato nel 2015 a 16 anni di carcere (di cui 10 e mezzo già scontati) quale unico esecutore del delitto, è stato espunto, e Napoleone ha comunicato alla Procura generale di Milano che nei suoi confronti andrebbe chiesto un processo di revisione. La procuratrice generale, Francesca Nanni, ha detto che aspetta di ricevere gli atti (si parla di ben sette faldoni: migliaia e migliaia di pagine) per esaminarli e valutare: «Non sarà semplice né rapido», ha avvisato.

Momento decisivo

Non rispondere alle domande “al buio”, senza poter leggere gli atti al momento secretati (saranno resi noti alla chiusura delle indagini, col 415 bis) è un diritto dell’indagato ed è l’ipotesi più probabile. Rispondere significherebbe porsi in una posizione collaborativa: già un anno fa Sempio si era rifiutato di parlare con i magistrati, appigliandosi a un cavillo. I suoi difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno detto che la decisione sarà presa domani.

Il momento è decisivo. L’ipotesi di un solo omicida ha sorpreso molti: diversi elementi sulla scena del crimine e alcune indiscrezioni sembravano suggerire che la nuova inchiesta puntasse a collocare, magari in posizioni e con ruoli ben differenziati, diverse persone nel villino dei Poggi in via Pascoli 8 a Garlasco, quella fatidica mattina del 13 agosto 2007. Sono gli “ignoti” evocati nel capo di incolpazione iniziale e poi rimossi: l’indagato potrebbe coinvolgere altre persone e provare a ritagliarsi un ruolo meno centrale nel delitto.

La vecchia fiamma

Così come in futuro potrebbe essere chiamata a testimoniare, dicono Taccia e Cataliotti, la ragazza per cui un Sempio 18-20enne ebbe una passione travolgente, evocata in uno degli oltre 3.000 post (molti disturbanti) pubblicati su un forum dedicato a tecniche di seduzione: «Non era Chiara Poggi», ha dichiarato Taccia. Su quel forum, dal 2009 al ‘16, Sempio è stato uno degli utenti più assidui col nickname Andreas: l’ultimo post poco prima che venisse aperta la prima indagine sul suo conto, quella archiviata a tempi record dall’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, ora indagato per corruzione. A corromperlo, per la Procura di Brescia, il padre di Andrea, Giuseppe Sempio, che ha ricevuto 35-40mila euro dai suoi familiari.

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