Regione

Manovra, un’altra corsa contro il tempo 

Nessuna intesa tra i due poli: ora si rischia un altro mese di esercizio provvisorio 

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Evitare il secondo mese di esercizio provvisorio sta diventando un’impresa. Frizioni interne alla maggioranza e l’intesa mancante tra schieramenti per un via libera agevole alla Finanziaria sono le cause principali. Poi ci si è messa l’allerta meteo che farà slittare anche la seduta della commissione Bilancio convocata per questo pomeriggio con all’ordine del giorno l’esame dei quasi settemila emendamenti presentati.

Riprogrammazione

Per stamattina alle 9 è fissata una conferenza dei capigruppo sotto la guida del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini con l’obiettivo di riprogrammare i lavori. A questo punto, considerato che di rado l’Aula si riunisce venerdì, è presumibile – maltempo permettendo – che il parlamentino sia riconvocato per domani, mentre per la ripresa dei lavori tra i banchi del Consiglio si debba aspettare fino a martedì prossimo, 27 gennaio. E allora, senza un accordo tra maggioranza e opposizione, sarà davvero difficile ottenere il via libera entro il 31 gennaio.

Muro contro muro

Il centrodestra, d’altro canto, ha già annunciato per voce del capogruppo di FdI Paolo Truzzu di non essere disposto a scendere a patti su un provvedimento che considera carente: «Noi abbiamo presentato una serie di correttivi su temi che riteniamo importanti per la Sardegna e purtroppo non abbiamo rilevato alcuna disponibilità della maggioranza. È chiaro quindi che è difficile ipotizzare tempi brevi. Anche considerato lo scarso rispetto istituzionale da parte della presidente della Regione». Al contrario il Campo largo, con in testa l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, non intende arrendersi e farà il possibile per chiudere la partita entro il mese. Si tratta, del resto, di una legge di bilancio con massa manovrabile inesistente, quindi difficile da variare in Aula. Non c’è, dal punto di vista della maggioranza, un buon motivo per superare il termine del 31 gennaio. Ciò che si poteva fare in più, cioè assicurare un incremento del fondo unico degli enti locali pari a cento milioni di euro, è stato fatto: col pieno accordo di tutti i gruppi politici il fondo passerà da 570 a 670 milioni annui – cifra mai raggiunta prima – per il triennio. Ma per far contenti Comuni e Province si è dovuta intaccare – per un valore di 95 milioni – la prima tranche ottenuta dalla Sardegna con l’intesa sulla vertenza entrate.

Ostruzionismo

L’opposizione, nello stesso tempo, non può permettersi di non ricoprire il suo ruolo, anche se questo significherà allungare i tempi di approvazione. Ragioni per stare in Aula a discutere non mancano. A partire dal caso delle nomine nelle aziende sanitarie che ha monopolizzato il dibattito politico ben più della manovra in esame: c’è persino un emendamento di FdI per lo stanziamento di tre milioni necessari a far fronte alle richieste di risarcimento dei direttori generali licenziati.

I danni di Harry

La stessa allerta meteo sarà argomento di confronto. Proprio ieri Forza Italia ha chiesto formalmente che in manovra si tenga conto del ciclone Harry. In particolare, la richiesta alla presidente della Regione e alla maggioranza è di stanziare subito almeno trenta milioni di euro per affrontare i danni causati. Infatti, spiega in una nota il capogruppo Angelo Cocciu, «con dighe piene, rischio esondazioni e territori colpiti in modo diffuso, non si possono accettare rinvii o rassicurazioni di facciata. I danni a infrastrutture, campagne e attività produttive sono evidenti e richiedono risposte immediate. Ogni ritardo nella Finanziaria sarà una scelta politica precisa, di cui la Giunta Todde dovrà assumersi piena responsabilità. Servono risorse ora, non annunci e la Sardegna non si può permettere un’inerzia di chi governa».

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