Il ritardo si allunga ulteriormente, la variazione di bilancio da 750 milioni è ancora da approvare, e il Pd – che già aveva sollecitato la Giunta sulla manovra di primavera – torna sulla questione e insiste: «Ci sono misure molto urgenti da destinare alle strutture sanitarie, che ammontano a cifre vicino ai 100 milioni di euro», spiega il capogruppo dem in Consiglio regionale Roberto Deriu, «ed è urgente stanziare queste risorse con la variazione di bilancio, che pertanto diventa la priorità della maggioranza e, se sono vere le tesi che diffonde, anche dell’opposizione».
Il messaggio
Il messaggio alla presidente Alessandra Todde e ai suoi arriva ieri al termine di un vertice del gruppo, per valutare, insieme all’assessore al Bilancio e alla Programmazione Giuseppe Meloni, gli obiettivi da raggiungere, con efficacia e in tempi stretti.
Proprio l’assessore (Pd) aveva annunciato, oltre tre settimane fa, la road map – ok in Giunta prima di Pasqua, esame in Commissione nella seconda metà di aprile e probabile via libera definitivo in Consiglio regionale entro maggio – ma il provvedimento, cioè una variazione da 750 milioni di euro circa (in tre anni, con fondi “svincolati”) che interesserà il cuore della legislatura e che si potrà confezionare grazie all’accordo sulle entrate con lo Stato che ha consentito di iscrivere in bilancio risorse aggiuntive per un miliardo e 70 milioni di euro, è fermo al primo step.
La priorità
«Il Consiglio regionale è chiamato a impegnarsi a fondo per varare la variazione in tempi rapidi», prosegue ancora Deriu, «appena sarà disponibile la proposta della Giunta». Un avviso «prioritario», per dare la sveglia a Villa Devoto e ricordare che non è possibile tergiversare quando ci sono emergenze da risolvere.
I paletti
Il Partito democratico aveva già fissato una linea precisa e razionale, sempre illustrata dal capogruppo: le risorse non devono essere frammentate, né utilizzate per finanziare interventi improvvisati dei singoli assessorati, invece devono essere concentrate su poche, chiare priorità strategiche. Insomma, non una manovra piena di richieste ordinarie o la distribuzione a pioggia tra assessorati e questuanti vari.
«È perfettamente inutile portare provvedimenti con decine di milioni di euro per programmi che non hanno speso i fondi europei e che spesso presentano avanzi consistenti», aveva affermato Deriu, indicando come prioritaria una verifica sull’effettiva capacità di spesa delle strutture regionali.
«I 750 milioni rappresentano un’occasione unica per imprimere una direzione precisa alle politiche regionali. Non un elenco di micro-interventi, ma una scelta netta su due o tre grandi obiettivi per la Sardegna, dalla sanità al contrasto dello spopolamento, fino alle politiche per attrarre investimenti».
Tutto questo all’insegna della massima condivisione possibile da parte dell’intera Assemblea.
Ma, appunto, bisogna muoversi con maggiore determinazione e velocità, superando gli attriti con il Movimento Cinque Stelle, soprattutto – è la sintesi dell’incontro interno dei dem ieri – per dare risposte forti sul fronte di una Sanità che, al momento, continua a non segnare traguardi significativi sulle questioni più gravi, e dove non è ancora chiusa la partita controversa delle nomine.
L’opposizione
Interviene l’opposizione, che insiste: «Il Pd e la presidente Todde sono di nuovo ai ferri corti, è da irresponsabili tenere bloccato il tesoretto della vertenza entrate» sottolinea Fausto Piga, vice capogruppo di Fdi in una nota. «Annunciata a gennaio come imminente subito dopo la Finanziaria, siamo a metà aprile e la variazione di bilancio non risulta nemmeno approvata dalla Giunta. Ora anche il Pd si è accorto dell'immobilismo imbarazzante che l'opposizione denuncia da mesi e si è accodato con un ennesimo ultimatum alla Giunta per sollecitare l'approvazione immediata della manovrina, tuttavia agli ultimatum del Pd non ci crediamo più, sono i soliti penultimatum, si alza un po’ la voce, ma poi i Cinquestelle rimettono tutti in riga.
Più tardi si approva la variazione e più si metteranno in difficoltà i sindaci, le famiglie e le imprese, che saranno costretti a fare corse contro il tempo per non rischiare di mandare in avanzo le risorse, se non opportunamente programmate o spese entro il 31 dicembre. È bene – prosegue Piga – che Pd, Cinquestelle e Todde si chiariscano subito le idee, non c'è più tempo da perdere in chiacchiere».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
