L’esperto.

«Manovra di Heimlich decisiva: ci vuole poco tempo a impararla e può davvero salvare la vita» 

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Se eseguite correttamente, e in tempo, le manovre salvavita sono davvero efficaci per risolvere con profitto una situazione di emergenza, dove non è possibile sbagliare o lasciare spazio all’improvvisazione e al caso. Per conoscerle, i corsi dedicati sono sempre più richiesti e ci vogliono poche ore per imparare. Geronimo Carreras, per tutti Jerry, è un formatore della Croce rossa e da anni promuove coi corsi la conoscenza delle fondamentali tecniche di primo soccorso.

Carreras, come funzionano le manovre salvavita?

«In caso di soffocamento sono due i passaggi fondamentali: 5 pacche interscapolari, ossia colpi al centro delle spalle, per far sì che il corpo estraneo si muova e l’ostruzione da completa diventi parziale, facendo passare un po’ d’aria. Dopo, se con la tosse non si riesce a espellere il corpo estraneo, bisogna abbracciare da dietro il paziente cercando col mignolo di una mano l’ombelico e col pollice la parte inferiore dello sterno, a disegnare una sorta di lettera C. Al centro di questa mano bisogna mettere l’altra mano, col pugno chiuso e il pollice all’interno, e afferrarla. Con un unico movimento bisogna spingere verso l’interno e verso l’alto, per creare una pressione positiva nella gabbia toracica. Alterniamo 5 pacche a 5 spinte: se il corpo estraneo non è molto in fondo si risolve anche prima».

Ci sono differenze in base all’età?

«Entro il primo anno di vita si considera un lattante, fino a 18 anni bambino e poi adulto. La disostruzione del bambino si fa scendendo alla sua stessa altezza, senza metterlo su un tavolo, per il resto è come quella di un adulto. Per il lattante si fa esattamente lo stesso del massaggio cardiaco, ossia si tiene il bimbo su un braccio e si parte sempre da 5 pacche interscapolari. Con l’altro braccio, come da nuove linee guida di dicembre, sosteniamo la testa e lo ruotiamo posizionandolo sulle gambe, per fare 5 compressioni toraciche».

Si può fare anche da soli?

«Sì, la manovra di Heimlich si può fare anche su se stessi. Sconsiglio di usare il bordo di una sedia, è rischioso: mettersi un mignolo nell’ombelico e il pollice all’incrocio delle costole, mettere il pugno e spingere verso l’alto è possibile».

Entro quanto tempo bisogna intervenire?

«Con l’ostruzione completa subito, perché peggiora rapidamente: in un adulto direi che abbiamo tempo 3 minuti al massimo, e sono tanti, in un bambino anche meno. Se non funziona la manovra, dopo pochi minuti si perde coscienza e bisogna praticare la rianimazione cardiopolmonare. Se l’ostruzione è parziale, ossia passa l’aria, non bisogna fare nulla: niente pacche sulle spalle o altro, solo invitare a tossire o si rischia di fare danni».

Come coordinarsi col 118?

«Immediatamente, se ci si accorge che c’è un bambino con un’ostruzione anche parziale. Ma bisogna dedicarsi subito alla manovra: dalla chiamata all’arrivo dell’ambulanza passano dei tempi fisiologici».

Come funzionano i corsi?

«Quello ufficiale è il Blsd, la disostruzione fa parte del supporto alle funzioni vitali: se le vie aeree sono bloccate, la manovra di Heimlich le disostruisce da un corpo estraneo. Termine fondamentale: l’acqua di traverso non è un’ostruzione. Il corso Blsd dura 5 ore, la manovra di disostruzione si impara in 20 minuti. Conoscere le pratiche è fondamentale: servirebbe l’obbligo di legge, purtroppo ancora non c’è».

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