Firenze.

«Mamma, uccidi tu la mia complice» 

Restano in carcere i due accusati di aver assassinato una donna per 3 milioni 

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Firenze. Restano in carcere, a Firenze, l'esperto in gestione di ristoranti Emiliano Milza, 50 anni, e la specialista dei bonsai Simona Hirsch, 66, accusati di aver pianificato e realizzato, lo scorso 2 luglio, l’omicidio di Franka Ludwig, tedesca di 52 anni, compagna dell’uomo, allo scopo di intascare i premi di cinque polizze sulla vita intestate a lei, per un totale di 3 milioni di euro. Polizze di cui lo stesso Emiliano Milza era beneficiario insieme al figlio neonato e alla propria madre, con la clausola di triplicazione di importo assicurato in caso di morte causata da incidente stradale.

Gravi indizi di colpevolezza mantengono in piedi le accuse per entrambi gli arrestati. Cinque ore di interrogatorio per lui e un paio di ore per lei: i due hanno risposto alle domande del giudice e del pubblico ministero ma le loro spiegazioni non sono servite a smontare le accuse che, a vario titolo sono di omicidio volontario premeditato, truffa aggravata, frode assicurativa e maltrattamenti in famiglia.

Pericolo di fuga

Il giudice ha convalidato i fermi eseguiti il 13 gennaio e poi ha stabilito la misura della custodia cautelare a Sollicciano. Si crede a un concreto il pericolo di fuga all'estero e anche a quello di reiterazione del reato. Milza, secondo quando emerso, stava progettando di partire per l'isola di Capo Verde, mentre la complice sarebbe andata in Spagna.

«Non posso farlo io»

Quanto alla possibilità del ripetersi di omicidi, la capacità manipolatoria che la procura di Firenze attribuisce al 50enne ha già portato ad avanzare dubbi sulla morte della badante della madre di Milza. E non depongono a favore dello chef neppure le intercettazioni captate dopo l'autopsia su Franka Ludwig: svanita la messinscena allestita per far credere che la vittima fosse rimasta travolta in un incidente stradale in una strada forestale, l’uomo viene sentito proporre a sua madre, anziana, di uccidere Simona Hirsch, complice e testimone. Lui avrebbe pensato a stordirla. «Io – spiegava alla madre – non posso ammazzarla se no mi tolgono il figlio», riferendosi al neonato avuto con Franka Ludwig. Proprio il bambino rendeva Milza beneficiario delle polizze in caso di morte della compagna tedesca.

Stordita e massacrata

Franka Ludwig, a questo punto delle ricostruzioni, non è neppure da considerare una reale escursionista: nel bosco di Castagno d'Andrea, località turistica a circa 50 km da Firenze, nel territorio di San Godenzo la 52enne fu portata dopo esser stata stordita con sedativi e psicofarmaci dagli assassini. Nel bosco – secondo il pm Andrea Cusani e i carabinieri – fu colpita con una pietra, ritrovata piena di sangue e repertata. Simona Hirsch, l'esecutrice materiale secondo le indagini, sarebbe quindi ripassata con la vettura sul corpo della donna per simulare l'incidente stradale, una causa di morte che avrebbe fatto triplicare l'importo assicurato dalle polizze.

L'autopsia smentì la messinscena e le indagini presero la direzione corretta.

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