La conseguenza non voluta di una colluttazione, non un omicidio volontario. Sono queste le conclusioni del penalista Giampaolo Murrighile nella discussione del processo a carico dell’operaio lurese Fabio Malu. L’uomo è accusato di avere ucciso, nel luglio del 2023, il rivale Davide Unida (fatti avvenuti a Luras). «Il mio assistito non aveva nessuna intenzione di uccidere, ha agito durante una colluttazione con una persona armata»: il penalista Giampaolo Murrighile ha usato queste parole, ieri davanti ai giudici della Corte d’Assise di Sassari. Il pubblico ministero Alessandro Bosco ha chiesto la condanna all’ergastolo di Malu. Murrighile ha contestato punto per punto la ricostruzione del pm e ha sostenuto che la vittima è stata colpita una sola volta alla testa (con un tubo metallico). Secondo il rappresentante dell’accusa i colpi inferti sono stati diversi e letali. Il penalista ha chiesto ai giudici di prendere in considerazione l’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale e non quella dell’omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il processo dovrà sciogliere questo nodo. Secondo l’avvocato Giampaolo Murrighile non è possibile neanche contestare l’aggravante dei futili motivi, perché Fabio Malu non ha avuto alternative e si è dovuto difendere. La sentenza è prevista per il prossimo 7 luglio.
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