Il passaggio della tempesta che nello scorso fine settimana ha sferzato il Sulcis con raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari, gelo e grandine, ha lasciato dietro di sé un paesaggio di devastazione nelle campagne. Il bilancio è drammatico: le colture d'eccellenza del territorio sono state letteralmente distrutte, portando i sindaci della zona a deliberare con urgenza lo stato di calamità naturale.
Campi danneggiati
Ad avere la peggio sono stati i coltivatori di carciofi. In molti campi tra Masainas, Giba e San Giovanni Suergiu, si stima che l’80 per cento della produzione sia andato perduto. Le piante, giovani o già in fase di raccolta, sono state abbattute dal vento o dalla grandine, rendendo il prodotto invendibile. «Ho dovuto svendere parte del raccolto, mentre il resto rimarrà nei campi», spiega con amarezza Samuel Caboni, agricoltore con terreni tra Masainas e Giba. «Quella merce doveva partire per il Nord Europa, ma in queste condizioni è impossibile. Speriamo che gli indennizzi arrivino presto». Simile la situazione all'EuralSulcis, dove le verdure di stagione sono state compromesse dal gelo.La risposta delle istituzioni locali non si è fatta attendere. Da San Giovanni Suergiu, la sindaca Elvira Usai sottolinea come la delibera dello stato di calamità sia un «atto doveroso per rispondere alle esigenze di chi ha visto i raccolti e le strutture aziendali compromessi dalla violenza degli elementi».
I sindaci
Sulla stessa linea i primi cittadini di tutto il comprensorio. Andrea Pisanu, sindaco di Giba, parla di un «danno economico e d'immagine notevole», auspicando che le normative sui ristori vengano adeguate alle necessità reali dei professionisti. A Tratalias, il sindaco Emanuele Pes conferma che le segnalazioni aumentano di ora in ora, mentre a Masainas il consigliere delegato all'agricoltura Patrizio Cui (Presidente della Coop Sulcis Agricola) confida in un rapido riconoscimento dell'emergenza da parte degli enti superiori. Anche Sant’Anna Arresi e Perdaxius hanno già formalizzato i provvedimenti per sostenere il comparto. Per ottenere gli indennizzi gli agricoltori devono muoversi con estrema rapidità. Le domande devono essere presentate entro 10 giorni dalla conclusione dell'evento atmosferico: la scadenza tassativa è fissata per il 21 gennaio 2026. Le istanze vanno inoltrate esclusivamente in modalità telematica sul portale dell’agenzia Laore. La Coldiretti di Carbonia ha già attivato i propri uffici per assistere le aziende nella compilazione. «Siamo a disposizione per supportare gli agricoltori in questa fase burocratica cruciale», assicura il segretario territoriale Gianluigi Loru.
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