«Il 24 agosto scorso ho perso mia moglie e da quel momento vivo in un silenzio che non ha parole». Così Fabio Congiu, il marito di Luana Atzori, la donna di 48 anni originaria di Isili morta a Bari Sardo il 23 agosto per una occlusione intestinale (come da referto), rompe il silenzio una settimana dopo una disgrazia che ha una coda giudiziaria.
La pm Valentina Vitolo di Lanusei ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico della dottoressa di turno alla Guardia medica la sera in cui, due giorni prima del decesso, la vittima si era presentata riferendo di avere nausea e dolori addominali. Il medico l’aveva visitata per poi prescriverle una terapia. La domenica successiva la paziente è morta e i suoi familiari hanno presentato una denuncia in Procura.
L’analisi
Ieri alle 12,30 l’anatomopatologa Michela Laurenzo ha eseguito l’autopsia all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei. La dottoressa indagata si è affidata all’avvocato di fiducia Mauro Pilia, che ha nominato il medico Roberto Marcialis quale consulente di parte. La famiglia della donna chiede risposte sulle cause del decesso e vuole sapere se, nel caso, ci sia stata una negligenza nella visita precedente alla morte.
«L’ipotesi di reato», ha chiarito l’avvocato, «è un atto dovuto, a garanzia della mia assistita che così ha potuto nominare un consulente di parte con facoltà di interloquire in questa fase investigativa». L’esame necroscopico, i cui risultati arriveranno non prima di sessanta giorni, è stato accompagnato dagli accertamenti istologici, ritenuti fondamentali per ricostruire le circostanze della morte e verificare eventuali responsabilità.
Il malessere
Quando, domenica 23 agosto, il personale del 118 era intervenuto nella casa di via Maestrale, nella Marina di Bari Sardo dove la donna stava trascorrendo le vacanze insieme ai familiari, la situazione era già drammatica. Luana Atzori non ha mai ripreso conoscenza durante i soccorsi, neanche con l’aiuto del defibrillatore. Una volta constatato il decesso, avvenuto per una occlusione intestinale, la salma è stata trasferita all’obitorio. Da lì è partita l’inchiesta.
Il marito
La donna ha lasciato il marito Fabio e un figlio, la famiglia e i tanti amici. La coppia viveva a Senorbì. «Non ho risposte», ha sostenuto ieri l’uomo riferendosi a quanto accaduto, «posso solo dire che ero presente quando il suo respiro si è fermato e quel momento mi ha spezzato la vita». Un dolore senza fine espresso ogni giorno sulla pagina social di Luana, dove scrive di quel rapporto e di quel legame che aveva trasformato la vita di entrambi coronata poi dalla nascita di un bimbo e dal matrimonio celebrato alle pendici del nuraghe Is Paras di Isili così caro alla donna.
Il ricordo
Tante le foto postate sui social da chi voleva bene alla ragazza, ritratta sorridente e felice. «Con nostro figlio ci corichiamo e parliamo di lei», aggiunge il marito, «lui mi guarda, mi accarezza il viso e mi dice di non piangere, mi consola con la forza che aveva sua madre».
Non sono soli, perché le due famiglie sono accanto a loro a condividere una sofferenza che durerà e forse si acquieterà senza però sparire del tutto. Il piccolo si stringe al cuscino, il padre continua a sentire il profumo della moglie. «Non posso dire tanto altro», sottolinea, «solo che sto aspettando, sto resistendo e sto amando ancora».
Le ultime ore prima di poter dare l’ultimo saluto all’amata e affrontare la nuova vita che li aspetta. Diversa, non facile, certamente ricca di ricordi felici coronati dal sorriso di Luana.
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