Dalla fibrosi cistica al diabete, fino alle malattie rare e genetiche: «per fare un passo in avanti nelle cure, unire tecnologia e umanità, perché da sole non bastano più». Questa la sfida lanciata dal secondo congresso sulle malattie complesse in Sardegna, aperto ieri all’Arnas Brotzu e dedicato ai pazienti pediatrici e al delicato passaggio verso l’età adulta. Un tema che nell’Isola riguarda «decine di migliaia di persone» affette da patologie come diabete, fibrosi cistica o talassemia.
A spiegare le necessità il dottor Giuseppe Masnata, direttore della pediatria del Brotzu e referente del convegno. «Oggi la sfida è tecnologica, umana e logistica. Le malattie complesse richiedono reti sofisticate e un approccio multidisciplinare spesso difficile da costruire. C’è bisogno di più risorse». Tra i punti centrali del congresso il “transitional care”, il passaggio dei pazienti dalle cure pediatriche a quelle dell’età adulta. «Un sistema che dobbiamo strutturare meglio», sottolinea Masnata. «spesso ostacolato dalla carenza di risorse e organizzazione». L’Isola, grazie alle sue caratteristiche genetiche, continua a rappresentare un laboratorio importante per la ricerca. «Dagli studi sulla sclerosi multipla e sul diabete portati avanti sono arrivati strumenti utili ai pazienti di tutto il mondo».
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