Assemini.

«Mai più “paese”, siamo una “città”» 

Voto unanime del Consiglio, via all’iter per il riconoscimento ufficiale 

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Chiamare Assemini “paese”? Il Consiglio comunale ha detto basta. Al via la procedura per chiamarla “città”. Dopotutto è tra i dieci comuni più popolosi della Sardegna. Quindi perché mai non attribuirgli la denominazione che gli spetta? Gli abitanti ci sono, così come la prevalenza dei settori produttivi secondario (industria, edilizia e artigianato) e terziario (commercio, trasporti e servizi) rispetto ad agricoltura, allevamento e pesca. Presente all’appello anche lo sviluppo edilizio pianificato, sorto da un accentramento di funzioni amministrative, economiche, sociali e culturali e caratterizzato da condizioni storiche e ambientali specifiche. Insomma, sembra che Assemini ce le abbia proprio tutte per poter fare a meno del suo status di “bidda”.

La mozione
Presentata dal gruppo di maggioranza dei “Riformatori sardi”, la mozione per la richiesta della denominazione di “Città” del Comune di Assemini ha trovato il “sì” unanime del Consiglio. «Riteniamo opportuno - ha detto in Aula la consigliera portavoce del gruppo Luisa Atzori - richiedere per il nostro Comune l’attribuzione del titolo di “Città”».
Non una semplice parola, ma un titolo onorifico che porterebbe con sé alcuni vantaggi pratici e simbolici: «Maggiori prestigio e identità, visibilità e attrattività, opportunità di finanziamento, ruolo istituzionale, promozione storico-culturale».
Il riconoscimento non è automatico, deve basarsi su specifici criteri stabiliti dalla legge e passare per un apposito decreto del Presidente della Repubblica. Ora l’amministrazione avvierà predisporrà la documentazione necessaria da inoltrare tramite la Prefettura al Ministero dell’Interno.

Le reazioni
E ad Assemini tutti concordano. «Credo che i tempi siano abbastanza maturi affinché il mio paese natio possa fare il “grande salto”», dice l’amministratrice di condominio Manuela Piano, 44 anni . Sulla stessa linea l’agente immobiliare Duilio Batzella, 46 anni: «Assemini merita di poter essere considerata “città” prima di tutto perché conta oltre 26mila abitanti. La sua posizione strategica vicina alle Statali 130 e 131, poi, la rende molto visibile. Infine è molto ben servita per quanto riguarda i mezzi pubblici (non credo che ci siano molti “paesi” che possano vantare 3 fermate ferroviarie) e il suo territorio è davvero molto esteso (circa 117 chilometri quadrati che comprendono anche la laguna di Santa Gilla, il parco di Gutturu Mannu e la zona industriale di Macchiareddu)».
D’accordo anche la ceramista Doriana Usai, 46 anni: «La tradizione ceramica, con il marchio Doc, è una peculiarità fondamentale. Assemini è già “Città di antica tradizione della ceramica”. Considerarla come una città a tutti gli effetti sia un modo per considerare il nostro patrimonio culturale, tradizionale e identitario con un appellativo di maggiore rilevanza». Chiude il parroco di San Pietro don Paolo Sanna, 58 anni: «Storia, archeologia, tradizioni e folklore, patrimonio architettonico e geominerario fanno di Assemini una “città” a tutti gli effetti».

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