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Maggioranza, trattative in corso 

Via agli incontri tra Sanna e singoli partiti per uscire dalla crisi 

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La crisi ora si misura nelle stanze chiuse, faccia a faccia. Dopo il vertice delle segreterie del centrodestra, culminato in un comunicato tanto lapidario quanto prudente di Massimiliano Sanna, dal quale «è emersa la volontà di proseguire la consiliatura», a Oristano è cominciata la fase più delicata: i bilaterali sindaco-singolo partito per verificare se quella volontà sia sostenuta da numeri reali e da un equilibrio politico ancora praticabile.

Primo incontro

Il primo a mettere sul piatto la propria posizione è stato l’Udc. «È stato un incontro cordiale», ha riferito il segretario provinciale Michele Piredda. Toni distesi, ma prudenza massima. «Potrebbero esserci le condizioni per proseguire, aspettiamo la fine delle consultazioni». Tradotto: la partita è aperta, ma le condizioni sono tutte da verificare. In serata il faccia a faccia con Fratelli d’Italia.

Urbanistica

Nei prossimi giorni, toccherà al Partito sardo d’Azione, completando così il giro con i tre partiti che hanno innescato la crisi, chiedendo al sindaco la revoca dell’assessore all’Urbanistica, Ivano Cuccu. È su quella delega che si è aperto lo strappo, con la Ztl al centro dei malumori, e su quella delega che, in buona parte, si misurerà la possibilità di ricomporre. Il segretario sardista Domenico Gallus prova a tenere aperto uno spiraglio: «Credo che un accordo si possa trovare». Ma il nodo stavolta è più stretto del solito. Lo stesso Sanna, in Consiglio, aveva ammesso di sentirsi «come al primo anno», richiamando le «grandi difficoltà affrontate con l’azzeramento della Giunta».

Nuovi scenari

Uno scenario che oggi torna concretamente sul tavolo. Non un semplice rimpasto, ma un reset complessivo per ripartire da zero. Il problema è che la maggioranza non è più quella uscita dalle urne. In quasi quattro anni i cambi di casacca hanno modificato la geografia dell’Aula.

Il partito del sindaco, ad esempio, non siede più tra i banchi. Forza Italia potrebbe rivendicare maggiore spazio, soprattutto se venisse formalizzato il passaggio in azzurro degli attuali Oristano al Centro.

Mentre l’Udc risulterebbe sovradimensionato con due assessorati e la presidenza del Consiglio a fronte di tre consiglieri. Rispettare il vecchio accordo pre-elettorale, in queste condizioni, appare improbabile. Azzerare significherebbe riaprire anche la partita del sottogoverno. Intanto il tempo stringe.

Scadenza

Il Comune è in esercizio provvisorio. Il bilancio di previsione, ritirato nell’ultimo Consiglio per mancanza dei numeri, avrebbe dovuto essere approvato entro sabato 28. Una scadenza che difficilmente sarà rispettata. Il passaggio successivo è la diffida della Regione, con venti giorni per approvare il documento contabile. Poi arriverebbe il commissario ad acta. E sullo sfondo resta la partita nazionale.

I rapporti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia non si decidono solo a Oristano. Il patto che tiene insieme il centrodestra a Roma pesa sulle scelte locali, soprattutto in vista delle prossime Politiche. Nessuno vuole incrinare equilibri più ampi per una crisi cittadina, ma allo stesso tempo nessuno, a quanto pare, intende cedere terreno.

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