Obiettivo numero uno: salvare l'Alleanza Atlantica e non perdere il sostegno americano sull'Ucraina. Mark Rutte mercoledì prossimo tornerà Oltreoceano da Donadl Trump e, questa volta, la missione si preannuncia ben più in salita rispetto al passato. Il segretario generale della Nato atterrerà a Washington subito dopo Pasqua, in un viaggio che ha il sapore dell'emergenza arrivando dopo giorni di feroci attacchi da parte del presidente americano agli alleati europei. Intanto Emmanuel Macron ha lanciato l'idea di una «coalizione di democrazie indipendenti» per far fronte «all'egemonia della Cina e all'imprevedibilità» del presidente Usa.
Rutte vedrà anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e quello della Guerra, Peter Hegseth, due volti del trumpismo che spesso hanno mostrato sfumature differenti ma che, sugli strali contro la Nato, hanno trovato più di una convergenza. Non è la prima volta che l'ex premier olandese si veste da pompiere per spegnere la furia di Donald. È successo anche sui contributi finanziari dei Paesi della Nato e sulla Groenlandia. Sul tavolo, questa volta, c'è la permanenza degli Usa nell'Alleanza. Trump da giorni, inviperito per il mancato supporto degli alleati sull'Iran, minaccia di lasciare. Rutte ha provato a fare buon viso a cattivo gioco, sperticandosi negli elogi per l'apporto americano. È servito a poco. Anzi. A molti europei l'accondiscendenza di Rutte nei confronti di Trump comincia a irritare non poco.
Da giorni Bruxelles appare segnata da un inedito e acceso anti-trumpismo, condito da una convinzione: gli attacchi della Casa Bianca alla Nato non fanno che aiutare il principale nemico dell'Europa in questo momento, Vladimir Putin. Tanto che la Polonia, a due passi dalla Russia, comincia quasi e evocare un piano B rispetto ad un'Alleanza vessata dagli Usa. L'effetto Trump sta portando l'Europa a rivedere il suo ruolo nel mondo, oltre che ad accelerare sull'autonomia strategica. La proposta di Macron si colloca in questo solco. «Non vogliamo dipendere da due poteri egemonici», ha sottolineato il presidente francese indicando tra i possibili membri dell'alleanza anche India e Brasile.
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