Il caso decadenza alle fasi finali. I giudici della Corte d’appello di Cagliari potrebbero arrivare già oggi al giudizio di merito del ricorso presentato dagli avvocati della presidente della Regione contro la sentenza del Tribunale che – affrontando la questione dell’ordinanza ingiunzione emessa dal Collegio regionale di garanzia elettorale – aveva riqualificato le condotte legate alle presunte irregolarità del rendiconto delle elezioni 2024, confermando sia la sanzione dei 40mila euro che l’invio degli atti al Consiglio regionale per la pronuncia della decadenza.
La domanda che tutti si pongono è se e quali effetti produrranno sul procedimento civile le pronunce della Corte costituzionale: da una parte, la Consulta aveva dichiarato illegittima l’ordinanza con la quale, nel dicembre 2024, il Collegio regionale di garanzia elettorale aveva sanzionato la governatrice trasmettendo gli atti al Consiglio regionale per la decadenza. Allo stesso tempo, però, la Corte aveva anche dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato sulla sentenza del Tribunale che, riqualificati i fatti, era comunque arrivato alla conclusione dell’invio degli atti per la decadenza. In altre parole: da un lato la Consulta aveva accolto il ricorso della governatrice contro l’ordinanza ingiunzione, dall’altro però ha lasciato intatta la sentenza del Tribunale, ora appellata, con tutti gli effetti. A decidere saranno la presidente Emanuela Cugusi, con i giudici a latere Enzo Luchi e Grazia Maria Bagella.
La vigilia
Alla vigilia dell’udienza, con il leader M5S Conte a fianco, la presidente della Regione ha invitato a considerare due piani distinti: il mandato ricevuto dai cittadini e il piano legale. «Voglio distinguere il mio mandato elettorale, che è un mandato dei cittadini, che mi dà il potere, anche il dovere, di governare per i sardi - ha chiarito Todde - rispetto a una vicenda che segue altri percorsi e che è gestita dai legali». Dice di confidare nella magistratura e che porterà la sua difesa in ogni sede opportuna. Ma questo, «non ci deve distrarre rispetto a quelli che sono i problemi della Sardegna. Non è accettabile che questo tema, che è un tema amministrativo, venga utilizzato (dal centrodestra, ndr) per rallentare e distrarre da quelli che sono i veri problemi dell’Isola. Su questo voglio essere efficace, perché i sardi non mi misureranno per i temi legati ai tribunali, ma per quello che farò per loro».
Giuseppe Conte non è preoccupato: «Non lo sono quando c'è una magistratura autonoma, indipendente, quella per cui ci battiamo anche rispetto a questa riforma costituzionale. Per noi la magistratura deve essere sempre messa in condizione di poter operare senza avvertire nessuna pressione da parte della classe politica. Il primato della politica, così come lo intende il centrodestra, è evidente che significa mettere al riparo i politici dalle inchieste. Quindi confidiamo nelle magistrature, rispettiamo il loro operato e confidiamo che possano decidere in modo più corretto». (ro. mu.)
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