I tempi.

Ma gli staff di Regione e Camera di Commercio non fermano la procedura 

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La scadenza di settembre, prevista nell’accordo preliminare come termine ultimo per chiudere la cessione del Mameli e avviare la gestione unica degli aeroporti sardi, difficilmente verrà mantenuta. Non ne fanno mistero in Camera di commercio, l’azionista di riferimento dello scalo di Cagliari. Ma la procedura non si ferma: il 30 giugno la Giunta dell’ente, «con un mero indirizzo organizzativo e procedimentale», ha dato mandato «al presidente, al segretario generale e ai competenti uffici di dare seguito ai procedimenti amministrativi necessari all’acquisizione».

Su tutto dovranno essere affidati «i servizi di due diligence legali, contabili, tributari e finanziari necessari alle attività connesse con il rilascio della perizia e della fairness opinion (il parere di congruità)», è scritto nella deliberazione del mese scorso. In buona sostanza, il Mameli di Cagliari andrà valutato per dare un prezzo all’attuale 94,45% detenuto nello scalo. Tuttavia, i futuri azionisti della holding a guida F2i Ligantia hanno già deciso le rispettive quote, visto che il fondo privato avrà il 50,25%, la Camera il 40,5% e la Regione il 9,25%, risulta dagli accordi sinora sottoscritti. La Giunta Todde adesso lavorerà sull’iter degli aeroporti «coordinandosi» con l’ente camerale, prevede il cronoprogramma. ( al. car. )

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