Un figlio del Sinis che ha iniziato a lavorare quella terra fin da quando frequentava la quarta elementare. A 26 anni la felice intuizione: mettersi in proprio e fare del prodotto principe di quella terra, la Vernaccia, una fonte di reddito per sé e per un vasto territorio. Silvio Carta è stato un pioniere del settore enologico sardo e oggi quel mondo (e non solo) piange la sua scomparsa. Il 28 novembre avrebbe compiuto 97 anni e sino a poche settimane fa era una presenza fissa in quella cantina che porta il suo nome e che ha costruito a Baratili (oggi buona parte della produzione si trova a Zeddiani). Lui e il figlio Elio, che dal 1972 ha preso il timone.
La testimonianza
La sua ultima intervista tra le mura della cantina risale a tre mesi fa (andata in onda su Telecostasmeralda). Ha raccontato come è iniziata la sua avventura («Un anno la brina ci ha bruciato la vigna, ovviamente di vernaccia, l’anno dopo i carciofi e così ho pensato di arrangiarmi per conto mio perché non si poteva più andare avanti»). Cinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale la nascita di uno stabilimento che ha contribuito a cambiare la dimensione della Vernaccia, primo vino Doc dell’Oristanese.
«Ai miei tempi si beveva a tutte le ore: basti pensare che c’erano baristi che ne vendevano 250 litri a settimana, a contratto tutto l’anno. E in questa zona tra Baratili, Riola, Nurachi, Zeddiani, San Vero si beveva solo Vernaccia, il vino rosso non esisteva», ha ricordato. Sorvolando sul fatto che questo vino è diventato “nobile” anche grazie a lui. Tanto per dare un’idea la sua Vernaccia di Oristano Doc riserva 2004 ha incantato per ben due volte la giuria del Vinitaly: nel 2018 miglior vino italiano e sei anni dopo miglior vino bianco italiano. Silvio Carta ha saputo vestire questo vino rendendo riconoscibile un angolo della Sardegna in tutto il mondo. Perché quando si parla di Vernaccia si parla del Sinis e di un illuminato pioniere.
Il sindaco
«Una persona sempre attiva, basti pensare che la scorsa estate l’ho visto innaffiare le piante che si trovano nella cantina di Zeddiani - ricorda il sindaco di Baratili, Alberto Pippia – Quando la vernaccia è entrata in crisi non si è buttato giù ma ha puntato sul mercato dei distillati e oggi la sua azienda ha 25 dipendenti».
Dopo i funerali che si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale, «il “Baratili wine festival” che si svolge domani sarà in suo onore, con un momento di musica folk così lui dall’alto si potrà divertire», conclude Pippia. ( m. m. )
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