La prima ricevuta staccata è datata 7 dicembre 1992, quasi 34 anni fa. Quando ancora si pagava in lire e le clienti chiedevano un semplice taglio e piega senza particolari pretese. «Selargius ai tempi era un paesone vivace, abbiamo superato crisi e concorrenza mentre intorno hanno chiuso tante attività», raccontano Rita, Susanna e Ornella Mameli, sorelle e storiche parrucchiere di via Manin - selargine doc – che il 20 giugno chiuderanno per l’ultima volta la serranda del loro salone aperto oltre tre decenni fa.
Salone storico
L’avventura è iniziata il 5 dicembre del ’92, con l’inaugurazione di sabato, due giorni dopo le prime sforbiciate ai capelli e il rumore del phone al civico 203 diventato “casa” per generazioni di donne selargine e non. «Ho insegnato per tanti anni in una scuola per parrucchieri, poi è nato il desiderio di avere uno spazio tutto mio», ricorda Rita Mameli, 68 anni.
La passione per l’arte dei capelli l’ha trasmessa alle sorelle più piccole, Susanna e Ornella, diventate parrucchiere professioniste come lei: «Sin dall’inizio sono sempre state accanto a me, ci compensiamo a vicenda. Ai tempi - raccontano - Selargius era più vivace, c’era molto più movimento. Negli anni abbiamo subito i cambiamenti di moda, i ragazzi trasferiti fuori, diverse attività intorno che hanno chiuso. Noi abbiamo resistito grazie a una clientela fedele e vasta».
La ricevuta cimelio
L’esordio in via Manin è impresso nella ricevuta fiscale numero uno che le sorelle parrucchiere custodiscono come un cimelio da museo: taglio e piega 37mila lire per la signora Maria. «È stata la prima cliente che abbiamo servito e da allora siamo diventate il suo punto di riferimento, tanto che ha prenotato un ultimo appuntamento in questi giorni prima del nostro addio». Nel frattempo qualche cliente affezionata è scomparsa, «ma abbiamo figlie e nipoti diventate habitué del salone, persino pronipoti. Molte sono diventate nostre amiche, confidenti, una seconda famiglia come dimostrano le parole d’affetto e di stima scritte nei tanti biglietti che ci stanno portando da giorni».
Trentaquattro anni di lavoro senza interruzioni. «Ormai è sempre più raro trovare a Selargius attività che riescono a tenere la serranda sollevata per tanti anni: nel tempo c’è chi si è trasferito altrove, noi invece amiamo la nostra bella città e ci piace pensare che in qualche modo abbiamo contribuito a darle lustro con il nostro lavoro».
L’addio
Il 20 giugno si chiude un capitolo. «Sabato prossimo lavoreremo come sempre sino a tardi, abbiamo già il magone pensando che sarà l’ultimo giorno qui», ammettono. E mentre si preparano ad appendere forbici, spazzole e asciugacapelli e dedicarsi al meritato riposo, il pensiero è rivolto a papà Ennio: «È stato il primo che ha creduto in questa nostra scommessa professionale, e investito i suoi risparmi per comprarci questo salone. Sarebbe fiero di noi».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
