Davanti alla "Furia epica” di Donald Trump e ai pasdaran che promettono vendetta, l’Europa trova una momentanea posizione comune, e pur senza schierarsi militarmente, avverte Teheran che gli attacchi agli alleati del Golfo sono «inaccettabili».
Dalla parte opposta le durissime parole del presidente Vladimir Putin sull’uccisione di Ali Khamenei: «Un assassinio commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».
L’Europa intanto si prepara a eventuali rappresaglie. «Non si possono escludere cellule dormienti» iraniane nel continente, è stato l'avvertimento arrivato dal Bundestag tedesco mentre la Nato ha reso noto di aver «riadattato il posizionamento delle forze» a fronte di «potenziali minacce dall'Iran o dalla regione».
Il dossier Medio Oriente è stato l'unico punto all'ordine del giorno dei 27 ministri Ue convocati in una videoconferenza straordinaria con l'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas. Per Bruxelles guardare al dopo ayatollah non è più un tabù. «Una transizione urgente e credibile in Iran» è stata chiesta anche da Ursula von der Leyen. Per far sentire la vicinanza dell'Europa ai partner nel Golfo, la presidente della Commissione si è lanciata in una maratona telefonica, chiamando uno ad uno i leader di Emirati, Arabia Saudita, Giordania, Bahrein, Oman e Kuwait, esprimendo loro la solidarietà dell'Ue e rimarcando lo stesso Il messaggio, «è necessario salvaguardare la stabilità regionale e proteggere i civili».
Dopo Mosca, che gìà sabato aveva bollato come una «aggressione immotivata» l’attacco alla Repubblica islamica, anche la Cina ha condannato come «inaccettabile» l'uccisione di Khamenei. Queste azioni violano il diritto internazionale e le relazioni internazionali di base, ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conversazione telefonica con il suo omologo russo, Serghei Lavrov. Ed è altrettanto inaccettabile, ha rincarato il capo della diplomazia di Pechino, che «Stati Uniti e Israele lancino attacchi contro l'Iran durante i negoziati» tra Teheran e Washington. Anche la Corea del Nord condanna l'attacco all'Iran, sostenendo che ha mostrato la «natura da gangster» di Washington.
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