Kiev sempre più al buio e al freddo sotto i bombardamenti russi, mentre si avvicina il nuovo round di negoziati trilaterali previsto martedì e mercoledì prossimi ad Abu Dhabi. Venerdì notte missili e droni hanno colpito duramente le infrastrutture energetiche intorno alla capitale ucraina, compromettendo le forniture di elettricità, acqua e riscaldamento con temperature prossime allo zero. Danneggiato anche il Ponte Nord sul Dnipro. Secondo il ministero dell'Energia, sono stati colpiti impianti e sistemi di trasmissione dell'elettricità da due centrali nucleari verso Kiev e le regioni centrali. Almeno due persone sono morte e una dozzina sono rimaste ferite, con danni anche ad abitazioni, attività commerciali e a un asilo.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato l'impiego di 36 missili balistici, compresi quelli nordcoreani KN-23, e 172 droni, accusando Mosca di intensificare gli attacchi per esercitare pressione in vista dei colloqui. La nuova offensiva aerea arriva mentre l'avanzata terrestre russa resta sostanzialmente bloccata e Kiev deve fare i conti con la carenza di sistemi di difesa.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivato l'annuncio del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius: Berlino, ha dichiarato, non è attualmente in grado di fornire altri sistemi Patriot all'Ucraina senza indebolire le proprie riserve. Altri Paesi partner, ha osservato, hanno contribuito in misura ancora minore. La questione sarà affrontata alla prossima riunione del Gruppo di contatto per l'Ucraina, a metà mese.
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