Commercio.

Luci e ombre sull’accordo col Mercosur 

Esulta il comparto del vino. Tremano invece i produttori di riso, zucchero e carni 

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Opportunità o minaccia per l’agroalimentare italiano? Solo il tempo potrà giudicare l'intesa di libero scambio tra l'Unione Europea e i Paesi del Mercosur, con diverse filiere produttive del vecchio continente che chiedono reciprocità e più controlli doganali.

Nel mirino

I prodotti italiani ed europei che potrebbero ottenere benefici dall'accordo sono vini e liquori, in virtù dell'abbattimento dei dazi fino al 35%, e l'olio di oliva con l'eliminazione graduale del 10% di dazio, mentre puntano sulla riduzione progressiva delle barriere tariffarie i formaggi, cioccolato, pasta, salumi, frutta e ortaggi.

Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera «strategica la chiusura positiva dell'accord». Secondo Uiv, l'area sudamericana da oltre 250 milioni di consumatori è potenzialmente ricettiva per i vini europei e italiani. Ma oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all'importazione: una loro riduzione o eliminazione potrebbe migliorare la competitività in un mercato che importa vino per un controvalore di quasi 500 milioni di euro l'anno con la quota italiana ancora troppo bassa, a circa 40 milioni di euro.

Invasione

Ma non sono tutte rose e fiori, anzi. «Dal Mercosur - sostiene Coldiretti - arriveranno 300 milioni di chili di carne di manzo e di pollo dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chili di riso coltivato con l'uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chili di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori».

Il comparto avicolo (pollame) è tra i più esposti. «L'accordo solleva profonde preoccupazioni» rimarca Unaitalia, associazione che tutela le filiere delle carni e delle uova, secondo la quale «senza meccanismi di salvaguardia concreti, tempestivi ed efficaci, il settore avicolo rischia di essere penalizzato».

C’è poi lo zucchero che rischia di essere penalizzato dall'arrivo di un concorrente contenente 30 sostanze attive utilizzate sulla canna da zucchero in Brasile oggi vietate nella Ue. Inoltre l'accordo, garantendo un accesso a dazio zero per il riso sudamericano senza un analogo trattamento per il prodotto europeo, «rappresenta una minaccia concreta» afferma l'Ente Risi, sottolineando che «il potenziale produttivo del Mercosur è sei volte superiore a quello dell'Unione Europea: parliamo di 15 milioni di tonnellate di risone contro i 2,5 milioni prodotti nel Vecchio Continente».

Vantaggi

Ma il Governo ne è convinto. «È il più grande accordo mai negoziato dall'Unione, un fatto che possiamo certamente definire storico, per l'Unione Europea, per l'Italia e per una parte molto importante del continente latino americano, cui siamo profondamente legati. E non solo per gli aspetti di natura commerciale, ma anche per quelli politici», ha affermato, in un'intervista a Il Sole 24 ore, Antonio Tajani, vice premier e ministro degli Esteri. «Alla fine del periodo di “rodaggio” l'Italia guadagnerà 14 miliardi di export in più. Infatti solo l'eliminazione degli elevati dazi del Mercosur consentirà agli esportatori dell'Ue di risparmiare oltre 4 miliardi di euro di dazi doganali all'anno».

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