Ossi. L’onda energetica rubata a Goku da Di Pietro, l’arcobaleno disegnato col mancino da Tapparello, l’esultanza di uno degli Alessandro Mura presenti (quello nato prima, nel 2007) per il terzo gol al Sant’Elena. Sugli spalti i bisbiglii sul tris dell’Ilvamaddalena alla Nuorese e le domande per avere la conferma. I capi chini che annuiscono. Poi la tensione alleggerita, il brindisi, la nuova classifica.
In vetta
L’Ossese è in testa all’Eccellenza da sola a 42 punti. Non era mai successo. La vittoria sui quartesi e il ko dei barbaricini hanno lanciato i bianconeri in un’altra dimensione. Dopo un’attesa infinita. «Penso che i ragazzi si siano meritati questa grande rincorsa», il commento del tecnico Carlo Cotroneo, che lo scorso ottobre ha preso il posto di Giacomo Demartis, «non era scontato subentrare in una società con molti giocatori che vi militano da più anni e una struttura diversa dal mio pensiero di gioco». E adesso che, per una volta, guarda tutti dall’alto, la squadra ci crede.
I ricordi
Chissà quante immagini scorrevano negli occhi del gruppo dei tifosi più datati che applaudivano i caroselli dei bianconeri al triplice fischio sabato scorso. Magari quelle delle zolle e dei campi brulli di periferia in Seconda categoria dieci anni fa, quando iniziò il capitolo della nuova dirigenza guidata da Carlo Mentasti, l’attuale presidente. O la promozione in Eccellenza nel 2019. Magari il sogno di raggiungere la quarta serie divenuto all’improvviso più colorato e nitido. Forse un po’ tutto.
Emozioni
Dal 2019, con la conquista dell’Eccellenza, le emozioni ad Ossi non son mancate. In quattro anni (dal 2022 al 2025) son arrivate tre vittorie della Coppa Italia di Eccellenza e una Supercoppa dilettanti conquistata il 27 agosto 2025 contro il Coghinas. Si è sfiorata l’impresa nel 2024 nella semifinale nazionale di Eccellenza contro il Terni, con Mario Fadda in panchina. L’unica sarda a fare il salto in Serie D fu l’Ilvamaddalena di Cotroneo, ora alla guida dell’Ossese. Al suo arrivo quattro mesi fa ha trovato una squadra reduce da quattro pareggi e una vittoria nelle prime cinque giornate. «La sensazione di essere la capolista è ottima», dice ora. Le difficoltà iniziali, complice una sfilza di pari (12 totali), ci sono state. Ma «sono servite per formarci come gruppo e nella mentalità, aspetto su cui ho lavorato tanto. Il futuro? Ora ci giochiamo otto finali, iniziando da domenica a Santa Teresa». Il conto alla rovescia è iniziato.
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