Crans-Montana

L’orrore in otto minuti Ai parenti delle vittime il video inedito del rogo 

E la Svizzera ribadisce: l’Italia paghi le prime cure ai feriti del Constellation 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Roma. La tragedia in otto minuti di immagini. Lo choc in un filmato mai uscito. I parenti delle 41 vittime e dei 115 feriti del Constellation di Crans-Montana potranno accedere a un video finora rimasto riservato: un montaggio che ricostruisce, attraverso le telecamere interne e quelle di sorveglianza esterna, la sequenza dell’incendio scoppiato nel locale nella notte di Capodanno.

L’innesco

È il cuore della tragedia, cristallizzato tra l’1,20 e l’1,28, quando il sistema di ripresa si interrompe e le fiamme avevano già avvolto l’interrato del discobar. L’innesco viene collocato pochi secondi dopo l’1,26. Il materiale, raccolto e montato dalla polizia svizzera, sarà ora messo a disposizione delle parti civili e degli indagati, insieme alle foto dei primi rilievi effettuati la notte del rogo. Un passaggio destinato a riaprire una ferita ancora profondissima, mentre il lavoro giudiziario prosegue tra nuovi interrogatori previsti a maggio, anche ai Moretti. Lo ha annunciato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il giovane golfista genovese tra le vittime della strage. Secondo l’avvocato, sul piano delle responsabilità e dei risarcimenti, le recenti dichiarazioni istituzionali dalla Svizzera sono destinate a pesare nelle future valutazioni. Anche le parole del sindaco, che avrebbero chiamato direttamente in causa il Cantone Vallese, potrebbero entrare nel perimetro delle successive richieste di indennizzo.

La battaglia sui costi

E intanto resta aperto il fronte dei costi sanitari. La Svizzera continua a ribadire la propria posizione attraverso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, sostenendo che gli accordi internazionali di assistenza reciproca si applicano anche alle vittime del rogo. La direttrice Doris Bianchi, pur esprimendo rammarico per alcune fatture inviate alle famiglie italiane, ha confermato la linea: gli accordi vanno rispettati e le spese devono essere regolate secondo il principio di reciprocità tra Stati. Ma l’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, aveva chiarito che Roma non intende farsi carico dei costi richiesti, «né ora né mai», e la premier Giorgia Meloni aveva respinto la richiesta «ignobile». e in Parlamento si discute delle conseguenze sanitarie a lungo termine: il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha annunciato un intervento per riconoscere la malattia da ustione nei livelli essenziali di assistenza, per evitare che i sopravvissuti si trovino a sostenere costi aggiuntivi per le cure post-ricovero.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?