Olbia.

«Lorenzo ha vissuto nell’amore» 

L’addio al motociclista tra il rombo dei motori e l’abbraccio dei volontari 

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Un pugno di palloncini bianchi e celesti al cielo, il rombo di oltre trenta moto e un lunghissimo applauso di decine di bikers hanno accompagnato nell'ultimo viaggio Lorenzo Milia, il centauro ventitreenne che ha perso la vita in sella alla sua Kawasaki, poche ore dopo l'incidente stradale avvenuto nella località Lu Fraili, a San Teodoro, che gli è stato fatale nella notte tra giovedì e venerdì. «Se sapessi di dover morire tra un quarto d'ora, continuerei a giocare: così Lorenzo è morto sulla sua motocicletta che può trasformarsi in uno strumento di morte per tanti giovani che sono qui ma è innegabile che sia anche un mezzo di felicità». Con una frase di san Domenico Savio, il parroco della chiesa Sacra Famiglia, don Andrea Raffatellu, ha salutato Lorenzo in un’intensa omelia che ha esaltato il senso della vita. Di chi, come Lorenzo «ha vissuto nella chiarezza, al massimo e nell’amore, testimoniato dalla presenza di tutti questi giovani con cui Lorenzo ha camminato».

L’omelia

Davanti a una chiesa affollatissima e alla famiglia di Lorenzo, il parroco ha invocato la fede per contenere “il vuoto incolmabile” e il grande dolore: «Cari mamma Angela, papà Giovanni, fratello Riccardo e fidanzata Vanessa, non immaginavamo di trascorrere in questo modo questo pomeriggio d'estate e invece siamo chiamati a questo mistero, attoniti, impauriti e senza risposte: solo la fede può darle anche se non asciuga le lacrime ma è l'unica speranza certezza per andare avanti». Contro le insidie della vita, suggerisce don Raffatellu, «bisogna contare sull'amore verso gli altri e sulla capacità di mettersi al servizio degli altri». Accanto alla bara vestita di rose bianche, due dame dell'Oftal, organizzazione in cui Lorenzo prestava opera di volontariato come barelliere nei viaggi di pellegrinaggio al santuario di Lourdes e tra i banchi della chiesa, oltre un centinaio di volontari che con il giovane olbiese condividevano l'esperienza ma arrivati anche dalle altre diocesi. Ad aprire il corteo funebre, a conclusione della messa, per l'addio a Lorenzo, i motociclisti di Tribe bikers Gallura con i quali spartiva la passione per le due ruote. Poi, il silenzio di una folla composta, rimasta sul sagrato della chiesa che, ieri, non è riuscita a contenere la partecipazione di tutta la comunità.

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